Ginkgo

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 463 mente bacche di ginepro ). I principi attivi contenuti sono oli essenziali con proprietà balsamiche, acidi diterpenici con proprietà batteriostatiche e flavonoidi con proprietà antiossidanti. I galbuli, raccolti ed essiccati, sono utilizzati nella preparazione industriale di preparati per tisane balsamiche, diuretiche, digestive e sono usati per produrre anche vini aromatizzati e digestivi, distillati (gin) e liquori aromatici. In cucina sono utilizzati per insaporire le carni. Ginkgo (Ginkgo biloba) Nomi comuni o dialettali: ginkgo. Si tratta di una gimnosperma arborea che era ritenuta estinta fino al XVIII secolo. Pianta molto antica, sembra essere l anello di passaggio fra le Gimnosperme e le Angiosperme. Negli ultimi tempi questa pianta sta incontrando notevole successo in quanto si adatta bene a molti ambienti ed è resistente alle malattie e all inquinamento. uno splendido albero che può raggiungere anche i 40 m di altezza. Le foglie, di colore verde chiaro, hanno una particolare forma a ventaglio che rende la pianta inconfondibile. L albero è dioico e gli esemplari femmine producono a maturità degli ovuli carnosi giallastri che sono delle drupe contenenti ciascuna un seme legnoso. In autunno gli ovuli cadono a terra e marcendo esalano un odore decisamente sgradevole. Questa caratteristica fa sì che come Ornamentali vengano impiegate soprattutto le piante maschili che non creano questo problema. La pianta si trova spontanea in tutta Italia, ma quasi sempre in piccole quantità numeriche. Come si è già detto, è coltivata quasi esclusivamente a scopo ornamentale e le piante sono reperibili presso molti vivai. La propagazione è effettuata per seme. La polpa degli ovuli contiene due principi attivi: l acido ginkgolico e il bilobolo, che sono pericolosi se vengono a contatto con la pelle perché possono causare gravi dermatiti. Le foglie contengono sostanze che funzionano da tonici e gli estratti vengono impiegati per la cura di flebiti ed emorroidi. Il Gingko biloba trova impiego soprattutto come pianta ornamentale nei giardini e nelle alberature stradali, ma anche nella cosmetica e in medicina. I semi, privati della polpa e arrostiti, sono considerati una prelibatezza nei Paesi asiatici e soprattutto in Cina. Giusquiamo (Hyoscyamus niger) Nomi comuni o dialettali: giusquiamo nero. Il Giusquiamo è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Solanacee e come quasi la totalità delle specie di questa famiglia contiene molte sostanze particolari. una pianta velenosa con un odore nauseante che rende impossibile che animali o persone se ne possano cibare avvelenandosi. La pianta si trova spontanea in tutta Italia, ma quasi sempre in piccole quantità numeriche. Il Giusquiamo viene coltivato in parecchie varietà distinguibili per la diversa durata del ciclo vegetativo, che può essere annuale o biennale. Generalmente si coltivano le varietà annuali, che si trattano come molte altre colture erbacee o aromatiche. La coltivazione è facile e non richiede terreni particolari, anche se è avida di calcio. La concimazione è molto importante in quanto la pianta è esigente da questo punto di vista, proprio come molte altre Solanacee. Si avvantaggerebbe di una buona concimazione con letame dove possibile. In alternativa richiede forti quantitativi di concimi minerali che incidono molto sulle rese. La semina si effettua da febbraio a solchi distanti 40-50 cm e si impiegano da 8 a 12 kg di seme a ettaro. Le operazioni colturali necessarie sono 1-2 sarchiature per il controllo delle infestanti, cui dovrebbe corrispondere una concimazione con nitrato di calcio. Si raccoglie a inizio fioritura prima dei caldi estivi. Le parti normalmente utilizzate sono le foglie o l intera pianta fiorita. Queste contengono, in percentuali diverse gli stessi principi attivi. I più importanti sono l atropina e la iosciamina. La droga è costituita dalla pianta intera tagliata ed essiccata su graticci all ombra, in modo da mantenerne il D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin