Iperico

D 464 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI colore verde. Successivamente la droga viene stagionata per 20-30 giorni e poi imballata in balle pressate. Nella medicina popolare le foglie e i semi hanno proprietà sedative, spasmolitiche, analgesiche e narcotiche, ma data la notevolissima tossicità, l uso farmacologico per autodosaggio di parti della pianta è assai pericoloso. Iperico (Hypericum perforatum) Nomi comuni o dialettali: cacciadiavoli, erba di San Giovanni, millebuchi. Pianta perenne della famiglia delle Ipericacee, presenta foglie di colore verde vivo, opposte, glauche sulla pagina inferiore. Il fusto è rossastro, di sezione rotonda e molto ramificato e può raggiungere un altezza variabile da 30 a 80 cm. Da giugno a settembre produce grandi fiori gialli a 5 petali puntinati di nero. La pianta si trova spontanea in tutta Italia nei terreni incolti e asciutti fino a 1.600 m di altitudine. Da alcuni anni questa pianta viene coltivata largamente anche in Italia. Si può eseguire la semina in serra in inverno, per poi trapiantare le piantine in campo in primavera, ma la tecnica maggiormente impiegata è quella della semina diretta. Il terreno va adeguatamente preparato e concimato con fosforo e potassio. L azoto si somministra invece in copertura. La raccolta si esegue oggi con falcia-caricatrici regolate in modo da raccogliere solo le sommità fiorite. Successivamente deve essere eseguita l essiccazione nel più breve tempo possibile, meglio se in essiccatoio. Dell Iperico si impiegano le sommità fiorite essiccate, che vanno conservate in sacchetti di carta lontano dall umidità. La pianta ha notevoli proprietà fra cui quella antisettica, astringente, cicatrizzante, diuretica, sedativa, vermifuga e vulneraria. In cucina si impiegano le foglie, che possono essere messe nelle insalate estive o utilizzate per aromatizzare liquori. In medicina si impiega l infuso di fiori di iperico per curare l incontinenza urinaria. Ad uso esterno si utilizza l olio di iperico, che si ottiene macerando i fiori in olio di oliva e vino e poi facendo bollire il tutto. L unguento così ottenuto si usa contro contusioni, reumatismi, gotta e scottature. Issopo (Hyssopus officinalis) Nomi comuni o dialettali: perico, isop, erba isopo, erba odorosa, erba sopu, locasi. Si tratta di una pianta perenne della famiglia delle Labiate; ha un fusto ramificato, reclinato verso il basso, lungo da 20 a 60 cm. I fiori composti da 5 petali sono di colore blu e riuniti in verticilli. La fioritura si ha da giugno a settembre. Il nome di questa pianta deriva dall ebraico e significa erba amara . Questa pianta si trova spontanea in luoghi sassosi e soleggiati, soprattutto dell Italia centrale. Predilige terreni calcarei e aridi. La coltivazione di questa pianta può talvolta essere conveniente. Si semina in semenzaio da giugno a luglio e si trapianta in autunno in terreni calcarei. Potendo disporre dell irrigazione, si può effettuare la semina diretta in pieno campo a marzo potendo ottenere un primo taglio nell agosto del primo anno. La coltura poliennale dura di media 4 anni. Necessita di lavorazioni medio-profonde e accurate, ma è poco esigente in fatto di concimazioni. Anzi, in caso di concimazioni eccessive di azoto, la pianta tende a vegetare molto col risultato di ottenere una droga poco aromatica. La raccolta si esegue in piena fioritura tagliando solo la parte erbacea manualmente o con falciatrici e l erba va portata rapidamente all essiccatoio. La droga è costituita dalle foglie e dai fiori che vanno raccolti durante la fioritura, mondati, essiccati all ombra e conservati in contenitori ben sigillati. Le proprietà riconosciute all Issopo sono quelle di cicatrizzante, depurativo, tonico, astringente, antispasmodico. Gli infusi di Issopo servono per curare la tosse e gli accessi d asma. Inoltre stimola la secrezione di succhi gastrici favorendo la digestione ed eliminando i gas intestinali. Secondo la medicina popolare ha la virtù di abbassare la pressione e regolare la diuresi e il ciclo mestruale. Dai fiori si estrae l olio essenziale, molto usato in cosmetica e in profumeria nell acqua di Colonia. In cucina si usano le foglie nelle minestre e nelle insalate ed è impiegato nella preparazione del liquore Chartreuse.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin