Liquirizia

D 466 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI le operazioni di cardatura e filatura. Della pianta di Lino si impiegano i semi interi o si utilizzano per estrarre l olio. La pianta si utilizza anche intera per il suo impiego tessile. Il Lino contiene omega-3, 6 e 9. I semi si utilizzano sia nell alimentazione animale che in quella umana. Usati lessati o ammollati diventano viscidi e aumentano le loro proprietà nutritive. I semi di lino erano conosciuti nella medicina popolare come lassativo; alcuni studi moderni sembrano confermare la validità di questo uso. Oggi, in fitoterapia, l olio di Lino è anche consigliato come antinfiammatorio ed emolliente. In medicina si ritiene che possa alleviare il diabete, stabilizzando il livello di zuccheri nel sangue, ma il consumo eccessivo può ostacolare l azione di alcuni medicinali somministrati oralmente, a causa del suo contenuto di fibre. I semi sono inoltre usati nella medicina popolare per realizzare impiastri contro la tosse secca. L olio di Lino, crudo o cotto, è utilizzato anche come impregnante del legno o del cotto al posto delle vernici sintetiche. Liquirizia (Glycyrrhiza glabra) Nomi comuni o dialettali: regolizia. Pianta perenne della famiglia delle Leguminose, ha un altezza media che va da 30 cm a 1 m, con fusto eretto e robusto. Le foglie sono composte da foglioline ovali e allungate, un po vischiose sulla pagina inferiore. I fiori di colore violetto sono riuniti in spighe e compaiono in piena estate fra giugno e luglio. Il nome deriva dal greco e significa radice dolce , proprio per l aroma dolce delle radici di questa pianta. La pianta della Liquirizia si trova distribuita nelle regioni meridionali. Tipica della Sicilia, si può però trovare anche più a nord. Resiste bene al freddo e si adatta anche a terreni asciutti e poco fertili. Data la notevole richiesta di Liquirizia, questa pianta viene coltivata in buona quantità vista anche la riduzione della produzione spontanea nel Sud Italia. La pianta si adatta bene a molti terreni fino a diventare infestante. Si tratta di una coltura poliennale visto che le radici si possono raccogliere quando la pianta ha dai 3 ai 5 anni. Come altre Leguminose non ha bisogno di concimazioni azotate e combatte male contro le erbe infestanti. Della Liquirizia si impiegano le radici, che si raccolgono da piante di almeno 3 anni fra settembre e ottobre e vengono messe ad asciugare al sole. La radice contiene l acido glicirrizico che, assunto a elevate quantità, può provocare ipertensione e gonfiori. Le proprietà della Liquirizia sono molteplici e conosciute da molto tempo: è infatti antinfiammatoria, depurativa, digestiva, espettorante e depurante. In medicina popolare si impiegano infusi e decotti per proteggere le mucose gastriche; invece, masticare la radice serve come antinfiammatorio delle gengive, calma le irritazioni alla gola, schiarisce la voce e migliora l alito. In cucina si impiega per aromatizzare vari piatti e liquori. Luppolo (Humulus lupulus) Nomi comuni o dialettali: luppolo comune. Pianta perenne rampicante della famiglia delle Cannabacee, che cresce spontanea in molte zone d Italia e d Europa. Ha una grossa radice rizomatosa e fusti rampicanti e angolosi che possono raggiungere i 6 m di lunghezza. Le foglie sono opposte, di colore verde chiaro e con margine dentato. I fiori sono a sessi separati e compaiono da settembre. Quelli maschili sono di colore verde giallognolo, riuniti in pannocchie, mentre quelli femminili sono composti da brattee che formano coni di colore verdognolo ricoperti da una polvere giallognola che è la luppolina. Il Luppolo cresce spontaneo in molti ambienti, in siepi e boschi fino a 1.500 m di altitudine. Predilige gli ambienti freschi e umidi e si può rinvenire lungo fossi e corsi d acqua. In Italia è poco coltivato, mentre trova ampia diffusione nei Paesi del Nord Europa come in Germania, dove la coltivazione è molto estesa vista l ampia diffusione della birra per la quale si impiega come aromatizzante.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin