Passiflora

D 470 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI ta ha foglie verde scuro, opposte, ovato-lanceolate, speziate. I fiori, rosei o violacei, sono riuniti in glomeruli che formano delle infiorescenze corimbose. Può essere propagato per semina (da effettuare in primavera) o per divisione delle piante accestite (in primavera o dopo la fioritura). Si rinviene in boscaglie rade, cespuglieti, rupi soleggiate da 0 a 1.400 m. In alcuni casi si spinge fino a 1.700 m di altitudine. La coltivazione non presenta particolari difficoltà ed è uguale a quella della Maggiorana. Predilige terreni permeabili e ben lavorati. La riproduzione avviene generalmente per seme in maggio-giugno in semenzaio, con successivo trapianto a dimora in autunno a file distanti circa 50 cm e con distanza di 30 cm sulla fila. Come molte atre piante aromatiche, presenta problemi legati alle infestanti non raggiungendo notevoli altezze. Queste si possono combattere nelle prime fasi del ciclo con sarchiature grazie alle quali è possibile anche distribuire eventuali concimazioni. La raccolta avviene con un primo taglio a inizio della fioritura e si ripete poi eventualmente un secondo taglio in autunno e in settembre se il decorso stagionale è favorevole. Le sommità fiorite si mettono a essiccare all ombra per ottenere il prodotto secco destinato alla commercializzazione. L Origano viene generalmente coltivato sia come pianta aromatica sia per scopi fitoterapici (gli si attribuiscono proprietà toniche, stomachiche, antisettiche ed espettoranti). I suoi principi attivi sono principalmente fenoli, il timolo e il carvacrolo. Si impiega sia fresco che secco e per estrarre l olio essenziale. Quest erba è nota fin dall antichità ed era ampiamente utilizzata in cucina dai Romani; diffusa soprattutto nelle regioni dell Italia meridionale, solo negli ultimi decenni si è diffusa anche al Nord, soprattutto grazie all aumento del consumo della pizza. L Origano viene comunque utilizzato per insaporire molti altri piatti: insalate, salse e sughi, pietanze cotte e crude. Passiflora (Passiflora incarnata) Nomi comuni o dialettali: passiflora comune. Pianta rampicante perenne della famiglia delle Passifloracee, è una pianta originaria degli Stati Uniti d America e ormai ottimamente acclimatata in Europa. Importata come pianta ornamentale per le particolarità dei suoi fiori, si è poi diffusa come infestante, oltre a essere anche coltivata su piccole estensioni. Presenta fusti molto elastici che possono arrivare a notevoli lunghezze. La pianta ha rizomi sotterranei che aumentano la propagazione e ne favoriscono lo svernamento. In inverno infatti la parte aerea può seccare per poi ricrescere dalle radici nella primavera successiva. In estate si ha la fioritura e successivamente la fruttificazione. Il frutto è una bacca edibile di colore arancione di consistenza spugnosa, contenente dei semi rivestiti di una polpa gelatinosa di colore rosso. Di origine americana, è ormai diffusa ovunque sia come ornamentale che come specie coltivata per uso medicinale. Si adatta molto bene a molteplici condizioni, tanto da diventare infestante in diversi contesti. Predilige terreni ben esposti, ben lavorati, freschi o irrigabili, ricchi di sostanza organica e ben concimati. Non gradisce i ristagni idrici. Il letto di semina deve essere molto ben affinato e è consigliabile il diserbo in presemina in quanto la coltura non sopporta il diserbo in post-emergenza. Dopo la semina la nascita è solitamente scalare e si protrae a lungo e lenta. Gli interventi colturali sono costituiti soprattutto da sarchiature accompagnate da concimazioni soprattutto azotate. In agosto si effettua il taglio dell erba che va poi essiccata all ombra. Gli anni successivi si possono avere due tagli, uno a luglio e l altro a settembre. Il secondo sfalcio dà una produzione meno abbondante, ma qualitativamente migliore perché più ricca di principi attivi. Della Passiflora si impiega la parte aerea tagliata ed essiccata. La parte aerea della pianta è ricca di molte sostanze: flavonoidi, fenoli, oli essenziali, e alla pianta viene attribuita un azione sedativa. Viene utilizzato in casi di insonnia e attacchi di ansia, poiché abbassa la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin