Piretro

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 471 Piretro (Tanacetum cinerarifolium) Nomi comuni o dialettali: piretro della Dalma- zia. una specie erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae o Compositae. Ha un portamento cespuglioso e l intera pianta è tomentosa. Le foglie sono lobate e i fiori sono capolini solitari con ligule bianche e fiori tubulari gialli, simili a piccole margherite. La pianta è a diffusione mediterranea, presente dal Nord Africa a tutta l Europa meridionale. Da molto tempo questa pianta è conosciuta per il potere insetticida dell estratto dei suoi capolini. Infatti la pianta contiene appunto il piretro, che è una sostanza appartenente alla famiglia chimica delle piretrine naturali. Questa sostanza ha un azione neurotossica diretta e viene quindi impiegata come insetticida. Queste sostanze hanno però breve durata perché sono termolabili e fotolabili. uno dei primi insetticidi impiegati in agricoltura ed è tornato di attualità degli ultimi decenni. Essendo di origine vegetale, ne è consentito l uso in agricoltura biologica e il tempo di carenza è di appena 2 giorni. Prezzemolo (Petroselinum sativum) Nomi comuni o dialettali: petrusino. una pianta biennale fittonante, con fusti eretti, tubolari, alti fino a 50 cm circa. Le foglie sono triangolari, dentate, arricciate e suddivise in 3 segmenti. La radice è un fittone. I fiori, giallo-verdi, sono raccolti in ombrelle piatte che fioriscono in estate durante la seconda stagione. Del Prezzemolo si distinguono due tipologie: l iscia, che rappresenta quella più conosciuta in Italia, dove è molto nota la varietà Gigante d Italia; r iccia, coltivata principalmente per l esportazione. Si adatta a qualsiasi tipo di terreno, purché non compatto. Pianta originaria delle regioni mediterranee, in Italia è diffusamente coltivata nelle diverse varietà orticole in Puglia, Toscana, Marche, Romagna, ma cresce anche spontaneamente nelle zone a clima temperato; teme infatti il freddo intenso, le diverse varietà e stagioni. Predilige ambienti freschi, terreni fertili e ben drenati e teme i ristagni idrici. La semina del Prezzemolo si esegue a spaglio o a file distanti 15-20 cm, in pieno campo da marzo a inizio autunno su terreno ben lavorato in profondità, umido ed esposto al sole su prode rialzate, larghe 1-2 m. Il seme va interrato poco e può essere conveniente ricoprire il terreno con paglia da rimuovere non appena la coltura comincia a emergere. Prima della semina si consiglia di tenere il seme in ambiente umido a 20 °C per 5-7 giorni. La raccolta di questa pianta nel Nord Italia si svolge da giugno a novembre, nel Centro da aprile a ottobre mentre al Sud si ha da ottobre a maggio, con 5-6 sfalci all anno, con un taglio a 5-8 cm dalla base in primavera-autunno. L irrigazione viene eseguita dopo gli sfalci. Si hanno rese in foglie di 30 t/ha. Si impiegano le foglie verdi, i fusti e più raramente la radice, sia per il consumo in cucina che per uso medicinale. Il Prezzemolo ha proprietà diuretiche e sudorifere, dovute principalmente a una sostanza flavonica: l apioside. Nell erboristeria cinese è utilizzato anche come rimedio per la pressione alta. Anticamente era usato anche come emmenagogo e abortivo, a causa dell apiolo, un componente principale, che contrae la muscolatura liscia dell intestino, vescica e utero. sconsigliato l uso in quantità massicce non controllate, dato che in tal caso può provocare disturbi e intossicazioni. Le foglie di Prezzemolo possono essere utilizzate fresche o congelate (intere o tritate), mentre essiccate perdono il loro caratteristico profumo. Le foglie sono ampiamente usate in cucina per dare sapore a minestre, pesce, verdure, formaggi, ma vanno aggiunte all ultimo momento perché con la cottura si perde gran parte dell aroma. Le radici hanno proprietà terapeutiche depurative, emmenagoghe, diuretiche. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin