Sclarea

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 475 Sclarea (Salvia sclarea) Nomi comuni o dialettali: erba moscatella. Pianta erbacea perenne della famiglia delle Labiate, è abbastanza decorativa per il suo fogliame e per i suoi fiori. Raggiunge fino a 1 m di altezza, con fusti eretti ricoperti di peli. Le foglie inferiori sono di grandi dimensioni (fino a 20 cm), all apparenza vellutate in quanto ricoperte di peluria. Produce un infiorescenza ampia costituita da fiori violacei che compaiono tra giugno e luglio. Cresce spontanea in luoghi aridi dal mare alla collina, in quasi tutte le regioni italiane in una fascia altimetrica che va da 0 a 800 m; risulta però non frequente e spesso inselvatichita. La Sclarea si coltiva abbastanza facilmente sui più svariati tipi di terreno, anche se preferisce quelli di medio impasto sia in pianura che in collina. Si avvantaggia di lavorazioni profonde e abbondanti concimazioni organiche e minerali. Si può eseguire sia la semina diretta in pieno campo sia quella in semenzaio con successivo trapianto. La semina si effettua in giugno-luglio. La coltivazione si effettua a file distanti 50-80 cm con piante lontane 30-40 cm sulla fila. Nel primo anno di coltivazione si devono effettuare frequenti sarchiature abbinate a leggere concimazioni azotate. In giugno si ha la fioritura che produce grandi infiorescenze che costituiscono il prodotto da raccogliere. Le infiorescenze si raccolgono manualmente o con falciatrici e il prodotto appena raccolto viene essiccato o portato alla distilleria. Dopo il raccolto di giugno si possono avere un secondo e un terzo raccolto, rispettivamente a luglio e agosto da infiorescenze laterali. A fine stagione la pianta va tagliata alla base e germoglierà di nuovo a primavera. La coltivazione ha un ciclo in media di 3 anni, ma in alcuni casi può essere coltivata come annuale. Per l erboristeria si raccoglie l intera infiorescenza con due foglie basali mentre per la distillazione dell infiorescenza si raccoglie la sola infiorescenza. La Sclarea dimostra buone proprietà tonico-stimolanti, battericide e antispasmodiche. Il suo olio essenziale è impiegato per la produzione di vermuth, liquori e profumi. stata utilizzata per aromatizzare le birre prima dell uso del luppolo. Le foglie si utilizzano fresche o secche per aromatizzare piatti a base di carne e salse. Stramonio (Datura stramonium) Nomi comuni o dialettali: stramonio comune, erba del diavolo ed erba delle streghe. Pianta annuale della famiglia delle Solanaceae. Presenta una radice fittonante e fusto eretto che può raggiungere anche 2 m di altezza. Le foglie, semplici e alternate, presentano il margine dentato e frastagliato. Produce fiori lunghi fino a 10 cm di colore bianco, con petali saldati che formano una struttura tubulare. Si tratta di una pianta macroterma che fiorisce in estate e produce frutti che sono capsule irte di spine contenenti numerosi semi neri. Lo Stramonio è diffuso su tutto il territorio nazionale ed europeo e cresce spontaneo negli incolti e come infestante in molte colture agrarie. Si trova diffuso fino a 1.000 m di quota, soprattutto su terreni fertili e freschi. Non viene coltivato e i prodotti commercializzati sono di origine spontanea. Come molte altre Solanacee è una pianta altamente velenosa a causa dell alta concentrazione di alcaloidi presenti in tutte le sue parti. I principali alcaloidi contenuti sono l atropina e la scopolamina, due allucinogeni. L uso di questa pianta in campo erboristico è estremamente pericoloso in quanto già a basse dosi si hanno effetti tossici. A dosi molto blande vengono impiegati semi, fiori e foglie per infusi e tisane. Tarassaco (Taraxacum officinale) Nomi comuni o dialettali: dente di leone, dente di cane, soffione, piscialletto, cicoria matta, polenta del diavolo. Pianta erbacea perenne della famiglia delle Compositae, raggiunge un altezza massima di 10-15 cm. La radice è un fittone lungo e carnoso e da questa sviluppa una rosetta basale di foglie D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin