Tiglio

D 476 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI semplici, lanceolate e lobate. Come molte altre Composite il fusto prima della fioritura si evolve portando all apice un infiorescenza, che è un tipico capolino formato da fiori ligulati di colore giallo. La fioritura avviene in primavera, ma si prolunga anche in estate e in autunno. I frutti sono acheni che portano ognuno un pappo e l infruttescenza è chiamata comunemente soffione. Questa pianta è una delle erbe più diffuse sul territorio italiano, dalla pianura fino a 2.000 m di quota. Si trova in ogni prato e lungo i sentieri. Si semina direttamente a dimora in primavera a file distanti 20-25 cm a leggerissima profondità. La pianta è molto rustica e non richiede particolari cure; sono sufficienti infatti alcune sarchiature abbinate a concimazioni azotate. La pianta è perenne, ma la coltivazione non è conveniente dopo i 2 anni. Questa coltivazione è marginale poiché è molto diffuso il prodotto di origine spontanea. Del Tarassaco si utilizzano le radici e le foglie in erboristeria, le foglie verdi come verdura mentre il seme è richiesto dalle ditte sementiere. La pianta nelle foglie contiene molte sostanze bioattive, tra cui l acido taraxinico, oltre a vitamine e flavonoidi, mentre la radice è ricca anche di acido linoico e linoleico. Inoltre questa pianta ha forte interesse in apicoltura in quanto produce molto nettare e polline. Ha proprietà depurative, diuretiche, lassative e toniche. In cucina si consumano le foglie in insalata mentre i boccioli si consumano macerati sott aceto come i capperi. Le radici tostate si possono usare per preparare un surrogato del caffè. Il decotto di radici è usato per depurare il fegato e i reni, diminuire il colesterolo e stimolare la secrezione biliare. Tiglio (Tilia platyphyllos) Nomi comuni o dialettali: tiglio nostrano o tiglio europeo. Si tratta di un albero molto longevo della famiglia delle Tiliaceae. Di grandi dimensioni raggiunge anche i 30 m di altezza. Le foglie (caduche) sono cuoriformi, con margine seghettato di colore verde scuro. Il tronco è dritto con corteccia liscia e solcata con il passare dell età. In giugno-luglio compaiono i fiori di colore bianco, molto profumati e raccolti in ombrelle rivolte verso il basso. una pianta diffusissima in gran parte dell Italia e dell Europa, soprattutto come ornamentale in parchi e giardini. Si trova dal livello del mare fino ai 1.200 m di quota. Attualmente il fabbisogno di Tiglio è coperto da piante coltivate a scopo ornamentale sia in parchi sia in zone abitate, dove l aria è inquinata; pertanto, è possibile che alcune partite di droga non abbiano i requisiti di purezza necessari. A scopo erboristico sarebbe opportuna la coltivazione di questa pianta in ambienti idonei. In erboristeria si utilizza il fiore di Tiglio essiccato che contiene la tiliacina (un glucoside), tannini e mucillagini. Risulta avere proprietà emollienti, sedative, antispasmodiche, digestive, diuretiche e sudorifere. Nella medicina popolare l infuso di fiori è utilizzato per curare la tosse, l emicrania e l influenza e anche contro la tensione nervosa, gli stati d ansia e le convulsioni. Il decotto di corteccia è impiegato per clisteri astringenti e contro infezioni intestinali. Il decotto di fiori si usa per gli impacchi degli occhi irritati e per distendere le rughe. Timo (Thymus vulgaris) Nomi comuni o dialettali: timo comune. Si tratta di una pianta della famiglia delle Labiate, a portamento arbustivo, perenne, alta fino a 40-50 cm, con un fusto legnoso nella parte inferiore e molto ramificato, che forma dei cespugli compatti. Le foglie sono piccole e allungate con una colorazione variabile dal verde più o meno intenso al grigio, all argento, ricoperte da una fitta peluria in quasi tutte le specie. I fiori sono di colore bianco rosato e crescono all ascella delle foglie in infiorescenze a spiga e sono a impollinazione entomofila (da insetti), soprattutto ad opera delle api. I frutti sono degli acheni. Pianta originaria delle zone occidentali del

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin