Verbena

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 477 Mediterraneo, in Italia è presente in quasi tutto il territorio, allo stato spontaneo o coltivato, nei luoghi aridi, dal piano ai 900 m. La coltivazione del Timo non presenta particolari difficoltà ed è molto simile a quella di altre Officinali come l Issopo. Si riproduce in maniera molto semplice per seme da porre in semenzaio. Successivamente si effettuerà il trapianto a dimora. La coltivazione può durare diversi anni se si adottano adeguate cure colturali. Come molte altre Aromatiche presenta difficoltà nella lotta alle infestanti non raggiungendo altezze elevate e non coprendo benissimo e in breve tempo il terreno. Si coltiva generalmente a file distanti in modo da favorire le sarchiature e le concimazioni di copertura. Si raccolgono le foglie e i fiori recidendo interamente i germogli o i giovani rami. Successivamente si mette il tutto ad essiccare in quanto per la commercializzazione si utilizza il prodotto secco. Questa coltura è interessante anche per l apicoltura in quanto è una buona pianta mellifera e può dare quindi un reddito accessorio. Molto frequente anche negli orti come coltivazione hobbistica, frequentemente è coltivato anche in vaso. Ha proprietà terapeutiche digestive, depurative, carminative, balsamiche, tonico-stimolanti; è utile per gargarismi nelle infezioni del cavo orale e possiede notevoli proprietà antisettiche a livello gastrointestinale, note fin da tempi antichissimi. Insieme ad altri oli essenziali, formava una sostanza base usata dagli antichi Egizi nel processo di imbalsamazione. Fino alla fine della prima guerra mondiale con il Timo si realizzavano i disinfettanti più diffusi. efficace nelle infezioni delle vie urinarie e le sue proprietà antibatteriche sono dovute a un fenolo, il timolo, contenuto in tutte le parti della pianta, responsabile del forte profumo. Il timolo, come altri fenoli essenziali, allo stato di elevata concentrazione è corrosivo e tossico. In erboristeria il suo uso è consigliato nelle affezioni dell apparato respiratorio, quali tosse o asma, visto che svolge una funzione espettorante, aumentando la produzione di secreto bronchiale e facilitandone l espulsione. La pianta è considerata appartenente al gruppo delle aromatiche . Ha infatti in ogni parte, ma soprattutto nelle foglie e nei fiori, un odore gradevole e aromatico. Il Timo viene usato in cucina per insaporire e rendere più digeribili molti cibi, come carni arrosto, sughi, verdure, funghi, ripieni, oli e aceti aromatici. Si usa anche per preparare liquori e vini aromatici. Può essere impiegato come infuso (tipo tè) o come condimento nelle pietanze oppure, come il mentolo, può essere unito al tabacco da fumo, per aromatizzarlo. Verbena (Verbena officinalis) Nomi comuni o dialettali: verbena comune o officinale. Si tratta di una pianta erbacea perenne della famiglia delle Verbenaceae. Presenta un portamento eretto con fusti che raggiungono anche 1 m di altezza. Ha infiorescenze a spiga, composte da piccoli fiori bianchi. Originaria dell Europa, è una pianta molto diffusa e si rinviene fino ai 1.200 m di quota. Preferisce luoghi assolati e suoli calcarei. Questa pianta è coltivata soprattutto come ornamentale in vaso per giardini e balconi. Teme i ristagni idrici e di conseguenza vanno impiegati substrati drenanti. Si moltiplica per talea o per semina primaverile. Della Verbena viene utilizzata l intera pianta fiorita che ha molteplici proprietà: antinfiammatorie, analgesiche, diuretiche, toniche, antidolorifiche, vermifughe, tranquillanti, drenanti e spasmolitiche. La pianta si utilizza come infuso, decotto o impacco. utilizzata anche per la cura dei calcoli. Il decotto o infuso viene usato principalmente per via esterna da secoli. Si possono preparare anche tisane utilizzando un cucchiaio di erba per ogni tazza. Non deve essere assunta dalle donne in gravidanza. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin