Zafferano

D 478 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI Zafferano (Crocus sativus) Nomi comuni o dialettali: zafferano vero, croco. Pianta perenne della famiglia delle Iridaceae o Liliaceae. Come quasi tutte le specie di questa famiglia possiede organi modificati, ovvero i bulbo-tuberi, attraverso i quali si riproduce. Vegeta da fine estate a tutta la primavera mentre in estate le foglie disseccano e il bulbo resta quiescente sotto terra fino alle successive piogge autunnali. Le foglie sono lunghe e filiformi, di colore verde scuro. Dal bulbo spuntano in ottobre-novembre i fiori e la fioritura si protrae per circa 2 settimane. Il tipico fiore dello Zafferano è a forma di tazzina, formato da 5 petali di colore rosa-viola. La sua coltivazione è diffusa soprattutto in Sardegna e Abruzzo, ma in misura minore lo ritroviamo anche in alcune piccole aree di altre regioni italiane fra cui la Toscana. Predilige terreni freschi e arieggiati. Lo Zafferano si coltiva generalmente come fosse una pianta annuale in quasi tutte le zone dove è diffuso. Nelle zone montane, invece, dove lo sfruttamento del terreno non è intensivo, il ciclo della coltura può essere poliennale. A fine maggio o in giugno (quando le foglie cominciano a seccare) si dissotterrano i bulbi della vecchia coltura e si tengono in luogo fresco e arieggiato per 1-2 mesi, dopodiché si mettono nuovamente a dimora. La piantagione si effettua a solchi distanti fra loro 20 cm mantenendo una distanza di 5 cm sulla fila. La profondità di impianto è di circa 10 cm. Dopo l impianto sono necessarie alcune sarchiature e una leggera concimazione azotata da effettuarsi in autunno. La raccolta avviene appena inizia la fioritura. Si raccolgono infatti i fiori e questa operazione può essere fatta solo manualmente e si effettua al mattino presto. Dopo la raccolta i fiori vanno messi in cesti e successivamente si passa all operazione di separazione degli stigmi, anche questa manuale. Il resto del fiore viene buttato. Gli stigmi così separati sono messi a essiccare su telai di garza esposti al calore diretto per far sì che questa operazione sia più rapida possibile. In seguito gli stigmi vengono fatti brevemente stagionare in un locale asciutto e poi confezionati. Tutte queste operazioni esclusivamente manuali e la bassissima resa di prodotto (7-9 kg/ha) fanno sì che il prezzo dello Zafferano sia molto elevato. Si utilizzano esclusivamente gli stigmi fiorali essiccati. Questa pianta ha numerose applicazioni in medicina, ma il maggior consumo è rappresentato dall uso che se ne fa in cucina come condimento: infatti è molto apprezzato per il sapore e il colore che conferisce agli alimenti. tipico il risotto alla milanese che prende il suo colore giallo proprio dall impiego dello Zafferano. Zenzero (Zingiber officinale) Nomi comuni o dialettali: zenzero comune, ginger. Lo Zenzero è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Zingiberaceae. Si tratta di una pianta provvista di un rizoma carnoso e ramificato sotterraneo, dal quale si sviluppano lunghi fusti sterili e cavi provvisti di foglie lanceolate aderenti ad esso tramite guaine. Dagli stessi rizomi si sviluppano anche fusti fertili che portano fiori giallastri con macchie color porpora. Il frutto è una capsula che contiene moltissimi semi. Originaria dell estremo Oriente, questa pianta è diffusa in tutta la fascia tropicale e sub-tropicale. coltivata soprattutto nelle zone di origine per la produzione di rizomi, che sono poi utilizzati da tempo come spezia. Si impiega il rizoma fresco, oppure essiccato generalmente commercializzato in polvere. Ha proprietà stimolanti, digestive e antiossidanti. Possiede inoltre un azione antinausea, antipiretica e antinfiammatoria. Da sempre lo Zenzero è impiegato come spezia in cucina e pasticceria per aromatizzare i cibi e le bevande, più svariati. Si utilizza inoltre per la preparazione di liquori, bibite (ginger). In medicina è usato per alleviare i dolori dell artrite e per le sue proprietà anticoagulanti e di contenimento del colesterolo. Era utilizzato in passato per coprire i sapori di alcuni medicinali.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin