1.9.3 Caratteri botanici e biologia

D 50 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 1.9.3 Caratteri botanici e biologia. L apparato radicale fascicolato risulta costituito dalla radice primaria, che ha funzione di ancoraggio, e da numerosissime radici avventizie generate in prossimità dei nodi basali del culmo che restano generalmente confinate nei primi strati superficiali di terreno: circa il 70% rimane nei primi 10 cm, il 25% nei primi 5 cm. Il massimo sviluppo è raggiunto prima della levata. In condizione di sommersione la radice è caratterizzata dalla presenza di ampi spazi intercellulari aeriferi, utili alla pianta per il trasporto dell ossigeno dalle foglie all apparato ipogeo. Il fusto è composto da nodi e internodi cavi di lunghezza variabile (le moderne varietà raggiungono altezze di circa 100 cm). Da ogni nodo sono generate una foglia, formata dalla guaina avvolgente il culmo, e una lamina parallelinervia, di lunghezza e portamento variabili (nelle moderne cv. le foglie superiori sono erette), caratterizzata dalla presenza di una ligula generalmente bifida e da auricole filiformi e pelose, ialine o pigmentate. Varie tipologie di pigmentazioni, dovute alla presenza di clorofilla, flavonoidi e antociani, possono essere presenti ai nodi, alla base degli internodi e sulle auricole delle diverse cv. L infiorescenza è una pannocchia formata da un asse primario, detto rachide, e da assi di diverso ordine su cui si inseriscono le spighette uniflore (nelle moderne cv. sono presenti circa 60-130 cariossidi per pannocchia). Queste ultime sono costituite sia da glumelle (palea e lemma), molto più grandi delle glume, pelose e carenate con funzione protettiva degli organi fiorali, sia dall androceo (sei stami) sia dal gineceo (ovario monocarpellare e uniovulare con stilo bifido e stimmi piumosi). La cariosside vestita, con caratteristiche riconducibili ai due raggruppamenti indica o japonica, ha lunghezza e larghezza variabili. La sostanza secca della cariosside, privata dalle glumelle (pula), risulta costituita per l 85-87% da estrattivi in azotati (l amido è formato per il 15-30% da amilosio e per il 70-85% da amilopectina). 1.9.4 Varietà e miglioramento genetico. Le varietà sono classificate in base al raggruppamento merceologico, alla lunghezza del ciclo produttivo, alla destinazione, a particolari caratteristiche organolettiche. Nel Registro varietale nazionale, a fianco di cv. di recente costituzione, risultano presenti numerose cv. di antica iscrizione. Sono validi esempi Balilla (82 anni di coltivazione), Vialone nano (78 anni), Carnaroli (circa 50), TAB. 1.5 Criteri adottati nel miglioramento genetico in Italia dal dopoguerra a oggi Carattere Trapianto Semina in acqua Potenziale accestimento Elevato Da medio a basso Indice di accestimento 10-15 1-3 Medio-alta Medio-bassa Taglia pianta Elasticità del culmo Tipo di culmo Tipo di pannocchia Posizione foglia Alta Bassa Lungo sottile Corto compatto Lassa e reclinata Semicompatta eretta Orizzontale Eretta Sviluppo vegetativo Intenso Da medio a ridotto Densità ottimale (pann/m2) 250-300 450-700 Harvest Index 0,3-0,4 0,5

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin