1.9.5 Tecnica colturale

CEREALI - RISO D 51 quasi coetaneo di Arborio e Volano; Baldo, Roma, S. Andrea (40 anni), Loto (più di 20 anni). La commercializzazione del riso in Italia è disciplinata dalla legge risalente al 1958, che divide le varietà in quattro gruppi (comune o originario, semifino, fino e superfino) e prevede che entro il 30 novembre di ogni anno siano determinate le denominazioni di vendita e individuate le peculiarità di ciascuna nuova varietà. Il decreto distingue le varietà sulla base dei caratteri morfologici del granello raffinato: lunghezza, larghezza, perla, striscia, dente, testa e sezione. Per le varietà presenti in un gruppo può essere utilizzato, quale denominazione di vendita, il nome di una qualunque delle varietà presenti, in genere quella più conosciuta. Per meglio distinguere le varietà, oltre ai caratteri morfologici, andrebbero meglio specificate le caratteristiche fisico-chimiche e strutturali del granello, che possono determinare diversi comportamenti alla cottura e differenti caratteristiche culinarie o attitudini alle lavorazioni. La legislazione europea prevede i gruppi: tondo (lunghezza ,5,2 mm), medio (lunghezza ,6 mm) lungo A (lunghezza .6 mm e rapporto lunghezza/larghezza ,3) e lungo B (lunghezza .6 mm e rapporto lunghezza/larghezza .3; amilosio .21%, consistenza .0,85 kg/cm2 e collosità ,2,5 g/cm). La varietà più coltivata nel 2003 è Gladio (lungo B), con 38.000 ha, seguita da Selenio (24.000 ha) e Balilla (22.000 ha). Negli ultimi anni sono aumentate le superfici investite con varietà precoci, privilegiate dagli agricoltori anche per la possibilità di semine tardive. Accanto alle varietà tradizionali, che mantengono un interessante quota di mercato, risultano piuttosto richieste le varietà adatte alla parboilizzazione (es. Ariete, Drago, ecc.). Sono in aumento anche le cosiddette varietà per il mercato etnico, come Basmati, le aromatiche e le pigmentate. 1.9.5 Tecnica colturale Avvicendamento. Nelle zone in cui il riso si concentra per formare una struttura di distretto territoriale, l azienda agraria tende a specializzarsi e a ripetere il ciclo di produzione risicola per diversi anni. Tale situazione può determinare la presenza e la diffusione di patogeni e di una flora infestante di difficile contenimento (in particolare il riso crodo), che solo la rotazione può controllare efficacemente. In aree caratterizzate da terreni torbosi la monosuccessione del riso per più di 3 anni può provocare l accumulo di acidi organici e di altre sostanze tossiche per la coltura. Nell area vercellese, dove in pratica sono scomparsi gli allevamenti, in molte aziende risicole permangono le cosiddette risaie permanenti che, tuttavia, ogni 6-7 anni possono ospitare nell avvicendamento altre colture (come mais o soia) o erbai intercalari (come senape e veccia villosa). In altre zone, in cui gli avvicendamenti possono essere maggiormente diversificati, compaiono colture come frumento, soia, barbabietola da zucchero e pomodoro. Le seguenti rotazioni sono indicate quali possibili soluzioni nelle diverse condizioni pedoclimatiche. 1 ) mais, 2) mais, 3) riso, 4) riso, 5) colza autunnale, 6) soia (mais) con semina a maggio; 1 ) mais, 2) mais, 3) riso, 4) riso, 5) orzo, 6) soia con semina a fine giugno (mais - senape da sovescio); 1 ) colza (riso precoce), 2) riso, 3) riso, 4) orzo (colza); C on il prato avvicendato: 1-3) medica - medica - medica, 4) orzo, 5) riso, 6) riso. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin