SEZIONE D

D 54 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO Con i concimi organo-minerali è possibile ottenere buoni risultati, grazie all apporto di sostanza organica e al rilascio di azoto minerale non immediato, mentre la calciocianammide, concime minerale a lento rilascio, viene utilizzata per la buona efficienza d uso dell azoto che può assicurare. Il concime più utilizzato è l urea, grazie al prezzo relativamente contenuto, al contenuto alto dell azoto sul totale del peso (46%), alla facilità di conservazione e distribuzione, alle dinamiche di rilascio dell azoto. Semina. L avvio della coltura, tenuto conto che in Italia si ricorre al trapianto ormai in rarissimi casi, può avvenire con semina con risaia completamente sommersa, su terreno asciutto e subito sommerso, oppure con semina interrata. La tecnica più diffusa è la prima che prevede: a. un preventivo ammollo della semente effettuato per appesantirla per imbibizione; b. la distribuzione del seme su risaia sommersa con pochi centimetri di acqua attraverso macchine di diversa struttura (spandiconcime centrifugo, detto girello, o spandiconcime pneumatico per semina a righe). La dose di semente deve essere stabilita in base all obiettivo di ottenere una densità di pannocchie a metro quadro compresa fra 300 e 450, in funzione della varietà. Con epoche di semina precoci o acque fredde, quindi, in presenza di maggiori morie dei germinelli, molti risicoltori devono raggiungere dosi di semente elevate (180-220 kg/ha), mentre in altre condizioni più favorevoli la quantità di seme può essere limitata a 150160 kg/ha. Lotta alle malerbe. Nella Tabella 1.6 vengono indicate le principali infestanti (genere e specie), la relativa diffusione, i gradi di copertura e l attuale trend di diffusione relativamente alle risaie sommerse italiane. TAB. 1.6 Principali erbe infestanti Genere/tipologia Echinochloa Heteranthera Alismatacae Cyperaceae Butomaceae Oryza Perenni Specie E. crus-galli L. Beauv. E. crus-pavonis Sch. E. hostii Boros E. colona Link E. phyllopogon Stapf ex Koss. H. reniformis Ruiz H. rotundifolia Griseb. H. limosa Willd. Alismaplantago-aquatica Alisma lanceolata Bolboschoenus maritimus Pal. Schoenoplectus mucronatus Cyperus difformis L. Butomus umbellatus Oryza sativa L. var. sylvatica Leersia oryzoides Alopecurus geniculatus Paspalum disticum Diffusione % Copertura % Trend 90-100 10 15 40-65 40 54 25 c c c 80-90 50-70 20-40 80 15 50-80 60 40-70 12 75 75 45 80 15 40 60 8 c T c T 75 15 5 1-2 30 c

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin