SEZIONE D

CEREALI - RISO D 55 Per il controllo del riso crodo la misura agronomica più efficace è la rotazione, nella quale il riso non si ripete per più di 2 anni consecutivi. Per attenuare la presenza dell infestante, si può anche adottare la tecnica della falsa semina, vale a dire preparare la risaia come se si dovesse seminare, lasciare che germini la maggior parte dei semi di crodo possibile per poi intervenire con lavorazioni superficiali in modo da distruggere le plantule, effettuando solo allora la semina vera e propria. In tale caso è necessario adottare varietà precoci (es. Loto, Gladio) che, pur seminate tra fine maggio e giugno, possono completare il ciclo produttivo. In considerazione delle diverse situazioni pedoclimatiche e agronomiche (semina in acqua o semina interrata, con o senza sommersione ritardata), si possono osservare composizioni della flora avventizia differenziate. In particolare, si distinguono le seguenti situazioni malerbologiche che richiedono strategie diversificate: 1. semina in acqua con assenza di riso crodo, presenza di giavoni, ciperacee, alismatacee e Butomus umbellatus: tale situazione può anche essere caratterizzata dalla presenza, più o meno forte, di Heteranthera; 2. semina in acqua con presenza di riso crodo e altre infestanti; 3. semina interrata. Irrigazione. Nelle risaie del Nord Italia, l acqua svolge una duplice funzione, nutrizio- nale e termoregolatrice, fin dalle prime fasi del ciclo produttivo. La possibilità di fruire di temperature più elevate nelle diverse fasi critiche consente di passare da forme di gestione dell acqua che richiedono elevati volumi (sommersione) ad altre che, invece, ne riducono la richiesta (irrigazione turnata, come avviene regolarmente in Sardegna). Le tecniche di gestione dell acqua, recentemente differenziate e perfezionate, possono essere ricondotte a tre principali tipologie: 1. sommersione continua dalla semina; 2. sommersione ritardata; 3. irrigazione turnata. Nella Figura 1.8 viene indicata la tecnica di gestione comunemente adottata, con gli opportuni adattamenti nelle zone più a nord. L acqua è immessa sul campo livellato fin da alcuni giorni prima della semina, allo scopo di effettuare le operazioni di intasamento e di definitivo controllo del livello della superficie. La sommersione contribuisce a determinare un ambiente fisico-chimico ed edafico del tutto particolare, i cui principali caratteri sono ricollegabili alla peculiare stratigrafia della canopy e del terreno che si crea. Uno straterello superficiale, generalmente limitato ai primi millimetri di suolo, che rimane in condizioni aerobiche, potenziale redox positivo e presenza di flora aerobica, ricopre uno strato ben più consistente di terreno che si presenta, a causa della sottrazione di ossigeno, in condizioni di riduzione di questo elemento. Per questa ragione si può osservare quanto segue: in genere, nella risaia sommersa prevalgono la microflora anaerobica e la flora acquatica; inoltre i processi biochimici causano l aumento del pH nei suoli inizialmente acidi e una diminuzione in quelli calcarei; l aumento della conduttanza specifica; una riduzione del ferro da Fe (III) a Fe (II) e del manganese da Mn (IV) a Mn (II); la riduzione dei nitrati e l accumulo di azoto nella forma ammoniacale; la riduzione che diventa SO2; l aumento della disponibilità di fosforo, silicio e molibdeno; di SO22 4 D

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin