1.9.6 Avversità riso

CEREALI - RISO D 57 Raccolta. La raccolta è effettuata generalmente con mietitrebbia sia semicingolata o su ruote (meglio se a bassa pressione per diminuire i danni sulla struttura provocati dal terreno e dai compattamenti) sia semovente con barra da taglio da 3,5 a 6 m di larghezza. La capacità lavorativa risulta variabile, ma non di rado si possono raggiungere e superare 2 ha/h. Per incrementare tali valori, migliorare la gestione della paglia e ridurre gli impatti sul terreno, recentemente sono state proposte mietitrebbie più veloci, equipaggiate con pneumatici a bassa pressione (,60 kPa, vale a dire ,0,6 bar) e doppia trazione meccanica, in grado di provocare il minimo schiacciamento del terreno (0,6 kg/cm2), di raggiungere senza danni elevate velocità (8-10 km/h) e dotate di testata stripper che preleva dalle piante solo la cariosside lasciando fusto e foglie in campo. La raccolta, effettuata in corrispondenza della maturazione agronomica (caratterizzata da valori di umidità della granella pari a circa il 20-30%), cade nei mesi di settembre o ottobre in funzione della precocità della varietà coltivata, dell epoca di semina e dell andamento meteorologico. Un ritardo alla raccolta, in particolare per alcune varietà, può comportare la riduzione dei livelli quali-quantitativi della produzione e la diminuzione della resa alla pilatura, a causa della maggiore percentuale di cariossidi rotte o attaccate da parassiti (generalmente fungini). 1.9.6 Avversità riso (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Durante le diverse fasi del ciclo vegetativo, il riso viene colpito da avversità di diversa natura in grado di incidere in maniera più o meno grave sul risultato produttivo e sulla qualità del prodotto. Attraverso la concia del seme e una buona tecnica di coltivazione, si protegge la pianta da diverse malattie, per cui non vengono realizzati trattamenti in campo. Il raccolto portato in magazzino e lavorato è esposto agli attacchi di diversi insetti delle derrate, per la riduzione dei quali è necessaria una buona tecnica di conservazione in magazzini ben tenuti e il ricorso a eventuali provvedimenti di difesa, per i quali si rimanda a quanto riferito nel capitolo della difesa delle derrate. Per il riepilogo delle avversità che interessano la coltura, nei vari stadi di sviluppo ed eventuale fase di conservazione post-raccolta, si rimanda alla Sezione specifica. Un quadro di sintesi è proposto in parallelo sulla versione digitale. 1.9.7 Produzione. La produzione di risone (cariosside vestita), in Italia, ha visto un netto incremento nei primi decenni del XX secolo e ha conosciuto anni di declino (crisi bellica e postbellica dal 1943 al 1947), risollevandosi leggermente, ma non stabilmente, negli anni seguenti. La produzione media al 2003 si attesta intorno a 6 t/ha, valore relativamente basso per la presenza e diffusione significativa delle varietà tradizionali che mantengono un interesse economico grazie al mercato locale. Non mancano tuttavia varietà in grado di produrre fino a 8-9 t/ha, che dimostrano come la risicoltura italiana possa far conto su potenzialità produttive ancora non del tutto sfruttate. L indice di raccolta HI (peso della granella prodotta/peso della biomassa totale) della coltura è pari a circa 0,45-0,50. Al risone si aggiunge quindi una pari quantità di paglia, la cui composizione è riportata di seguito. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin