1.11 Farro

D 60 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO Le operazioni colturali di pre-semina sono le stesse di tutti gli altri cereali, mentre in post-emergenza nei paesi di origine non necessitano di particolari operazioni colturali, anche se in coltura intensiva possono risultare utili, al fine di massimizzare la produzione, interventi di lotta alle infestanti e concimazioni in copertura. La lotta alle infestanti risulta di semplice attuazione nei confronti delle dicotiledoni mentre è molto complicata la lotta alle graminacee perché, visto lo scarso interesse per la coltura, non esistono al momento diserbanti selettivi. Queste colture si avvantaggiano di concimazioni azotate in copertura come tutti gli altri cereali. La raccolta si effettua con le normali mietitrebbie con testata da frumento, quando la pianta è completamente secca. A questo stadio l umidità della granella è bassa e non si hanno problemi per la conservazione. La resa in granella è piuttosto limitata, date le piccole dimensioni delle cariossidi (1-2 t/ha per il miglio, 1 t/ha per il panico), e anche la produzione di foraggio verde o di insilato da raccogliere a maturazione lattea o cerosa non è eccezionale (10-20 t/ha); tuttavia, la brevità del ciclo, soprattutto per questo secondo utilizzo, rende interessante la loro coltivazione, specie negli ambienti più caldi e dove non vi sono possibilità irrigue. 1.11 Farro. Con il termine farro si intendono indifferentemente tre specie di Triticum, dette frumenti vestiti. Queste tre specie sono il T. monococcum, il T. dicoccum e il T. spelta. Agli inizi del Novecento la coltivazione di farro era propria di alcune valli dell Appennino e di altre zone montane d Italia; poi è quasi del tutto scomparsa. Caratteristica comune ai tre tipi è l aderenza delle glume e delle glumelle alla cariosside: questo fa sì che con la trebbiatura non tutte le cariossidi si liberino degli involucri, ma rimangano vestite (da cui deriva il nome di grani vestiti ). Per ottenere la granella nuda è necessaria un ulteriore lavorazione di svestitura, detta anche sbramatura o sgusciatura. Da alcuni anni la coltura ha suscitato interesse per un insieme di fattori legati alla riscoperta di cibi genuini, al recupero di aree marginali e ai nuovi indirizzi di un agricoltura sostenibile, ma anche grazie alla sensibilità per la conservazione di specie agrarie tipiche. In Italia, la coltivazione del farro contribuisce alla valorizzazione di ambienti marginali, attraverso la tipicità e la qualità della materia prima e dei suoi derivati, ottenuti da coltivazioni e da attività di trasformazione realizzate in quelle stesse aree. Le più importanti aree italiane di coltivazione sono la Garfagnana e l area umbrolaziale, a cavallo tra Umbria e Reatino, che comprende l alta valle del Corno e l alta Valnerina in Umbria, l altopiano di Leonessa (Rieti) e altri territori di confine tra la provincia di Rieti e l Abruzzo. Si ricordano tre specie di farro: piccolo, medio, il più importante e diffuso in Italia e grande, con differenze morfologiche e genetiche. Tutte le specie sono dotate di elevata rusticità, con modeste esigenze per quello che riguarda la fertilità dei substrati; presentano anche un forte potere di accestimento, un ciclo di sviluppo tardivo, che si adatta bene alle zone montane, e infine, la cariosside vestita, valida protezione contro le avversità, specie quelle di natura ambientale. Il farro grande (T. spelta) ha trovato diffusione negli ultimi decenni anche in alcune aree della pianura padana fra Emilia-Romagna e Veneto con rese molto più elevate dovute alla fertilità del suolo, ma con una perdita in qualità della granella che è legata principalmente alle caratteristiche degli ambienti montani. Da un punto di vista tecnico, la coltivazione del farro è molto simile a quella del grano. Non si adatta bene

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin