1.12 Grano saraceno

D 62 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO Per ottenere tutto ciò esistono degli impianti specifici per lo stoccaggio del farro, ma hanno costi molto elevati di gestione. Da un punto di vista nutrizionale è importante che il farro cuocia velocemente e sia digeribile, per questo si preferisce utilizzarlo sotto forma di chicchi perlati, o decorticati, e non integrali, se inserito in zuppe o insalate. La farina di questo cereale, miscelata con quella del frumento tenero, viene impiegata per la panificazione, mentre pura è destinata alla produzione di pasta e pane, cous cous e prodotti da forno in genere. Per la preparazione di gallette e muesli il farro deve essere fioccato o soffiato. Può essere destinato, infine, alla produzione di latte di farro o di birre artigianali. 1.12 Grano saraceno (Fagopyrum esculentum). Originario dell Asia, è stato introdotto in Europa nel Medioevo. Oggi è ancora diffuso in Russia, Francia e Germania. In Italia è coltivato soprattutto nelle province di Bolzano e Sondrio. Questa pianta appartiene alla famiglia delle Poligonaceae. Viene tuttavia considerato un cereale in quanto presenta forti analogie con le specie appartenenti a questo gruppo, sia per le caratteristiche qualitative e tecnologiche della granella, sia per le tecniche colturali. La sua farina, ricca di amido, viene utilizzata per la panificazione. Si tratta di una pianta erbacea con radice fittonante, fusto glabro, eretto, cavo, di colore rosso o verdognolo. Le foglie sono lanceolate, alterne e provviste alla base di stipole. L infiorescenza è data da racemi ascellari o terminali con fiori bianco-rosei, ermafroditi, con pistilli lunghi e stami corti, ma anche viceversa. L impollinazione incrociata può essere sia anemofila che entomofila. Il frutto è un achenio di forma triangolare come tutti i frutti tipici delle poligonacee. Questa pianta predilige i terreni sciolti, poveri e acidi, ma risente delle basse temperature, della siccità e del caldo. A temperature superiori a 30 °C e in presenza di carenza idrica nella fase di fioritura, si possono avere dei disseccamenti dei fiori e degli acheni che portano a una produzione ridotta poiché la temperatura ottimale per la fioritura è attorno a 20 °C. necessaria, quindi, un irrigazione di soccorso se, nel caso di alte temperature e poca umidità nel terreno, la pianta risultasse rallentata. La pianta in questo modo riprenderà a crescere, anche se la maturazione sarà ritardata, cosa che non avviene negli altri cereali che, a parità di condizioni climatiche, avrebbero una maturazione accelerata. Le condizioni ottimali per la crescita di questa coltura sono temperature miti, buona luminosità e umidità del terreno per ospitare l apparato superficiale. Per questi motivi viene coltivata soprattutto in montagna nel periodo estivo. Il grano saraceno è una coltura estivo-autunnale che può seguire altre coltivazioni caratteristiche del mese di luglio; grazie a questo si può, finita la raccolta, seminare il cereale vernino. Nelle zone in cui questa coltura non viene utilizzata intercalata, può essere seminata da marzo ad aprile con durata del ciclo di 4-5 mesi, con epoca di raccolta ad agosto-settembre per avere una maggiore produzione (0,8-1 t/ha). La semina si effettua con quantità di seme variabile da 80 a 100 kg/ha con le normali seminatrici universali da frumento. Dopo la semina, la pianta non necessita di pratiche colturali specifiche, anche se potrebbe avvantaggiarsi di un trattamento erbicida in quanto compete male con le piante infestanti. Va detto, però, che oggi esistono pochissimi erbicidi registrati su questa coltura. Essa per le sue caratteristiche richiama gli insetti entomofili e in modo particolare le api. Per una migliore impollinazione si possono inserire almeno due alveari per

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin