1.13 Amaranto

CEREALI - GRANO SARACENO - AMARANTO - QUINOA D 63 ettaro, al fine di avere un miglior raccolto associato alla produzione di miele. Il miele prodotto è di colore rosso scuro, dal sapore caramellato, ma amarognolo e con una profumazione intensa. Ha proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, sedative della tosse e antibatteriche. La raccolta del grano saraceno viene eseguita quando per lo più i frutti hanno virato di colore e sono diventati scuri. Infatti, la maturazione è scalare e si deve scegliere il momento ottimale per la raccolta. Un ritardo in tale operazione rischia di far cadere a terra i semi delle infiorescenze più basse che sono già avanti con la maturazione. In coltivazione tradizionale, la coltura veniva mietuta e lasciata a terra a essiccare al sole di fine estate; infatti la granella, al momento della raccolta, presenta generalmente un umidità eccessiva che non ne consentirebbe la conservazione. Tale problematica è legata, come già detto, alla scalarità di maturazione. Una volta essiccata, la coltura veniva raccolta da terra e trebbiata per ottenere la granella secca. Oggi, con una tipologia di agricoltura intensiva, la raccolta viene svolta con le mietitrebbie con testata da frumento. Successivamente la granella andrà passata in essiccatore per portare l umidità sotto il 14%. Questa coltivazione è attualmente limitata ad alcune nicchie. Gli studi in corso hanno l obiettivo di valorizzare il grano saraceno per aumentarne le produzioni e ridurre le importazioni. Si può parlare perciò di una reintroduzione di coltura. Infatti essa ha importanti caratteristiche nutrizionali ed è superiore a tutti gli altri cereali come fonte di proteine. Ogni chicco contiene lisina, con una percentuale del 14,1%, a differenza del frumento tenero (9,2%) e della farina di mais che ne contengono l 8,5%. Ha un alto valore biologico perché sono presenti lisina e fibre alimentari. La lisina, che è un amminoacido essenziale, è presente con valori oscillanti tra il 4 e il 20% e, in base alle cultivar e alle condizioni ambientali, ha percentuali più elevate rispetto a tutti gli altri cereali. Dalle parti vegetative della pianta si estrae la rutina (flavonoide glucosidico), che agli inizi del Novecento veniva utilizzata nel trattamento dei disturbi vascolari. La farina di grano saraceno è di colore scuro poiché contiene dei frammenti di pericarpo. Può essere utilizzata in purezza per la produzione dei pizzoccheri, prodotti tipici della Valtellina, oppure insieme alla farina di frumento e mais per ottenere pane e focaccia, biscotti, polenta e frittelle. Di questa pianta vengono utilizzati, inoltre, i chicchi decorticati da inserire all interno di zuppe e insalate; a quest ultima si possono associare anche i germogli. Nella preparazione di torte salate e dolci si possono utilizzare i fiocchi ottenuti dallo schiacciamento degli acheni. Il grano saraceno non deve essere consumato in quantità eccessive perché può essere causa di rush cutaneo nelle parti del corpo esposte al sole. 1.13 Amaranto (Amaranthus spp.). L amaranto è una pianta originaria dell America centrale, dove era coltivata già dalle civiltà precolombiane. una pianta erbacea annuale con foglie di diverse forme, fiori riuniti in infiorescenze ramificate di colore rosso tipico e semi di piccole dimensioni di forma circolare schiacciata. Nei nostri ambienti l amaranto è una coltura primaverile-estiva che può far parte di rotazioni con cereali, leguminose e ortaggi. 1.14 Quinoa (Chenopodium quinoa). La Quinoa è un cereale tipico del Sud America, appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae. Si tratta di una pianta erbacea annuale i cui semi, sottoposti a macinazione, forniscono una farina contenente prevalentemente amido, con un alto contenuto proteico e assenza di glutine. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin