2. Leguminose da granella

D 64 D.1 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 2. Leguminose da granella 2.1 Aspetti introduttivi. Le leguminose da granella costituiscono un importante gruppo di colture che condividono caratteristiche comuni dal punto di vista botanico, agronomico e alimentare. La loro coltivazione risale a tempi antichissimi, tanto che piccoli semi di lenticchie sono stati ritrovati in siti archeologici antecedenti i primi villaggi agricoli, in particolare nel Mureybit (Nord della Siria), risalenti a 8500-7500 anni a.C.; tracce di coltivazioni di piselli sono state ritrovate in villaggi del Neolitico antico nel Medio Oriente (Iraq settentrionale, Siria, Giordania, Palestina, Cipro e Turchia). Nel Nuovo Mondo (Messico e America centrale) sono stati rinvenuti, invece, i resti di alcune specie del genere Phaseolus, che risalgono a 7000-3000 anni a.C. e confermano la loro domesticazione in tali aree. Pertanto, sono quasi tutte colture originarie del Vecchio Mondo, a eccezione di alcune specie di Phaseolus e Lupinus, che provengono dal Nuovo Mondo, e della soia, originaria dell Estremo Oriente. Il termine leguminose deriva dal latino legere, che significa cogliere ; il nome è dovuto quasi certamente al fatto che anticamente i baccelli venivano raccolti a mano per evitare perdite eccessive di semi, causate dalla raccolta effettuata tagliando le piante (come avveniva di norma per i cereali). Oggi le specie di leguminose coltivate differiscono da quelle selvatiche innanzitutto per il diverso abito vegetativo (ramificazioni ridotte, foglie meno numerose e più grandi, portamento spesso nano), per le maggiori dimensioni dei legumi, dei semi e del numero di questi ultimi per legume; inoltre i legumi presentano una minore deiscenza e i loro semi una maggiore germinabilità, perché più permeabili all acqua. Il processo di domesticazione di queste specie ha comportato la diminuzione, o l eliminazione, del loro contenuto di principi antinutrizionali e sostanze tossiche, la cui presenza ne rendeva aleatoria l utilizzazione alimentare. Con il miglioramento genetico, infine, si sono ottenute specie quasi prevalentemente autogame e annuali. Appartengono all ordine delle Fabales e alla famiglia delle Fabaceae (o Leguminosae), sottofamiglia Lotoideae (Papilionaceae), la quale comprende tre tribù: Vicieae (Vicia faba, Cicer arietinum, Lens esculenta, Pisum sativum, Lathyrus sativus), Phaseoleae (Phaseolus vulgaris, Glycine max) e Genisteae (Lupinus albus, L. angustifolius, L. luteus, L. mutabilis). In funzione delle caratteristiche della germinazione, si distinguono due gruppi di specie: a germinazione epigea e a germinazione ipogea; nel primo caso i cotiledoni vengono sollevati sopra la superficie del terreno per il rapido allungamento dell ipocotile (es. fagiolo), mentre nel secondo caso rimangono sotterrati (es. fava), differenze che impongono una semina primaverile per le prime e l adattabilità a quella autunnale per le seconde. Le leguminose da granella sono diffuse in tutto il mondo e nel 2001 hanno occupato una superficie di circa 65 milioni di ha, con una produzione di circa 52 milioni di tonnellate (FAO); il continente maggiormente interessato alla loro coltivazione è quello asiatico (32 milioni di ettari). Nei Paesi in via di sviluppo, la granella di leguminose rappresenta ancora una delle fonti più importanti di proteine per l alimentazione umana. In Europa, la superficie a leguminose da granella è sensibilmente diminuita dal 1950 alla media del triennio 1997-99, passando da circa 6 milioni a meno di 5 milioni

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin