2.1.2 Esigenze climatiche e pedologiche

D 66 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO taccole del pisello. Il seme secco delle leguminose è caratterizzato da un elevata conservabilità e da un alto contenuto proteico, variabile tra il 20 e il 40% del peso secco. L utilizzo di questi prodotti nell alimentazione umana trova dei limiti a causa di alcune caratteristiche negative, quali la carenza degli amminoacidi solforati nella composizione delle loro proteine, la scarsa digeribilità, l elevata resistenza alla cottura, la presenza di antimetaboliti (i fattori del favismo e alcune proteine antienzimatiche). Infatti la cottura dei semi ha lo scopo di inattivare alcuni di questi fattori antimetabolici, anche se i risultati variano molto nelle diverse specie e in rapporto all antimetabolita. L acquisizione di nuove conoscenze generali e specifiche, il contributo del miglioramento genetico con la costituzione di nuove varietà, l aggiornamento della tecnica di coltivazione e le nuove tecnologie di conservazione hanno consentito di superare ampiamente questi limiti riproponendo l importanza dei semi di leguminose nell alimentazione umana; è sufficiente pensare al ruolo svolto nella cosiddetta alimentazione mediterranea grazie al valore complementare delle proteine dei cereali e di quelle delle leguminose (es. i piatti tipici della tradizione mediterranea come pasta e fagioli, pasta e ceci, pasta e lenticchie, riso e piselli, ecc.). Le leguminose da granella trovano utilizzo anche nella produzione di foraggio fresco, entrano nella costituzione di erbai e sono impiegate come piante da sovescio per il loro importante ruolo nel miglioramento della fertilità dei terreni, grazie alle notevoli quantità di azoto fissato. 2.1.2 Esigenze climatiche e pedologiche. Le leguminose da granella, al pari delle altre colture, subiscono l influenza delle condizioni climatiche: le variazioni stagionali, i regimi termici e le interazioni tra temperatura e fotoperiodo determinano l evoluzione del ciclo biologico, la durata dei successivi stadi dello stesso e, di conseguenza, la loro potenzialità produttiva. Per quanto riguarda la radiazione solare, questa esplica una duplice azione sulla biologia delle leguminose, in quanto l intensità luminosa agisce sull attività fotosintetica, mentre il fotoperiodo regola alcuni processi biologici. In assenza di stress biotici e abiotici, la produzione di sostanza secca da parte di una coltura dipende principalmente dalla quantità di radiazione solare captata dall apparato fogliare e dall efficienza fotosintetica della specie, secondo la nota equazione di Monteith (1972): e 5 ec ? ei ? eb dove: e è la sostanza secca prodotta, ec la radiazione fotosinteticamente attiva, ei la frazione di radiazione captata dall apparato fogliare e eb il tasso di conversione biologica della radiazione. La radiazione captata dalla coltura dipende dallo sviluppo dell apparato fogliare e può essere espressa dalla relazione: ei 5 1 2 e2kLAI dove: LAI è l indice dell area fogliare e k è il coefficiente di estinzione della luce all interno della coltura (variabile nelle diverse specie in relazione alla fillotassi, all angolo di inserzione delle foglie e al loro movimento). Le colture leguminose, in genere, presentano un coefficiente di estinzione più elevato rispetto a quello dei cereali; per la fava sono stati stimati valori di k compresi tra 0,38 e 0,46, mentre per il fagiolo sono stati registrati valori pari a 0,86.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin