2.2.7 Avversità fagiolo

LEGUMINOSE DA GRANELLA - FAVA D 73 semi. Per il consumo allo stato fresco diretto si preferiscono i baccelli più giovani in quanto i loro tegumenti sono senza filamenti e membrane pergamenacee, con semi ben poco sviluppati. Impieghi. La granella secca viene utilizzata nell alimentazione e nell industria per la conservazione in scatola, mentre la granella fresca è consumata direttamente o inscatolata e surgelata; anche i legumi (cornetti) possono essere consumati freschi, inscatolati o surgelati. 2.2.7 Avversità fagiolo (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Per le avversità che interessano la coltura, nei vari stadi di sviluppo ed eventuale fase di conservazione post-raccolta, si rimanda alla Sezione specifica. Un quadro di sintesi è proposto in parallelo sulla versione digitale. 2.3 Fava (Vicia faba). La fava è una specie originaria dell area mediterranea e di quella medio-orientale, dove inizialmente erano stati individuati come progenitori della specie la Vicia narbonensis e la Vicia galilea; in seguito tale ipotesi è stata smentita dalla scoperta di sostanziali differenze di natura cariologica e citochimica. Il processo di domesticazione sarebbe avvenuto circa 5.000 anni a.C. nelle medesime aree di origine della specie. La superficie coltivata a fava nel mondo ha subito una notevole diminuzione passando da 5.500.000 a 2.562.000 ha, se si considerano i dati FAO a partire dal 1970 fino al quinquennio 1992-96. Nel 2001 la fava presentava una superficie di circa 2.327.000 ha, con una produzione di 3,1 milioni di tonnellate e una resa media di 1,58 t/ha (dati FAO del 2001). diffusa soprattutto nel continente asiatico (54% della produzione mondiale, prevalentemente in Cina) e in Africa; più modesta è la sua presenza in Europa (7,3%) e nelle Americhe (9,1%). Anche nel nostro Paese la superficie coltivata a fava è diminuita, passando dai 500.000 ha del 1970 ai 50.000 ha del 1999 (113,5 mila ettari per il prodotto allo stato fresco); nello stesso periodo la produzione complessiva è notevolmente diminuita (passando da 345.000 a 80.000 t), con un sensibile aumento delle rese (passate da 0,76 a 1,64 t/ ha). Nel 2003 la superficie occupata in Italia dalla fava da granella è stata di 44.000 ha, con una produzione di 67.200 t (resa 1,52 t/ha). La regione maggiormente interessata dalla coltura nello stesso anno è stata la Sicilia, con una superficie di circa 23.000 ha. 2.3.1 Esigenze climatiche e pedologiche. La fava è una coltura caratterizzata da buona capacità di adattamento alle condizioni ambientali più differenti: è tipicamente autunnale nelle regioni meridionali e primaverile in quelle settentrionali, a causa della bassa tolleranza della specie ai lunghi periodi di siccità, nel primo caso, e al freddo intenso nel secondo; il limite termico inferiore è risultato essere intorno ai 26 °C, ma alcune varietà invernali riescono a sopportare anche temperature di 212 °C. La durata del ciclo biologico e la manifestazione delle singole fasi fenologiche della coltura sono notevolmente influenzate dalle variazioni di temperatura e fotoperiodo. In particolare, la durata dell intervallo semina-inizio fioritura risulta diminuire all aumentare della temperatura media dell aria e della durata dell illuminazione giornaliera. In genere, in condizioni di fotoperiodo costante, un graduale aumento della temperatura fa crescere l altezza del primo nodo fiorifero, mentre a temperature costanti l aumento della durata del giorno fa abbassare la sua altezza. Inoltre, il verificarsi di D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin