2.3.2 Caratteri botanici e biologia

D 74 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO temperature di 2 4 °C durante la germinazione dei semi provoca il processo di vernalizzazione, il quale comporta un anticipo della fioritura. La durata delle fasi riproduttive del ciclo della fava, ovvero di quella parte del ciclo che va dalla fioritura alla maturazione dei semi, sembra essere influenzata prevalentemente dalla temperatura (massima, media e minima) dell aria, mentre il fotoperiodo non sembra esplicare un influenza diretta su tale parte del ciclo. Nonostante sia una coltura molto diffusa negli ambienti semi-aridi, la fava non può essere considerata una specie arido-resistente, essendo caratterizzata da un apparato radicale poco sviluppato in profondità, che non le consente di sfruttare le eventuali risorse idriche profonde. I consumi idrici di una coltura di fava che produce 3-4 t/ha di granella si aggirano intorno ai 4.000-6.000 m3/ha. Gli effetti di carenze idriche prolungate determinano: una riduzione della superficie fogliare, dell efficienza fotosintetica, della nodulazione e dell attività simbiotica; un aumento della colatura dei fiori e della cascola dei baccelli; una riduzione del peso unitario dei semi e una precoce senescenza di tutta la coltura. La fava è maggiormente sensibile agli stress idrici durante l intervallo che va dalla fioritura alla formazione dei baccelli; infatti la carenza idrica in tale periodo determina un eccessivo anticipo della fioritura, uno scarso sviluppo delle piante e, di conseguenza, notevoli riduzioni delle rese. La fava si adatta a una vasta gamma di terreni, prediligendo tuttavia quelli a grana media o medio-argillosa. La coltura trova le sue condizioni ottimali nei terreni profondi e ben strutturati, con buona capacità di ritenzione idrica; non sono quindi indicati i terreni sabbiosi e quelli soggetti a ristagno idrico. Inoltre ha bisogno di terreni con pH compreso fra 6,9 e 7,3; tuttavia, è stato osservato che anche in terreni sub-alcalini o moderatamente alcalini (fino a pH 8,4) la coltura non sembra subire gravi danni, purché sia garantita una buona disponibilità di elementi nutritivi. La fava non tollera, per contro, i terreni acidi subendo danni già a valori di pH intorno a 6; tali danni si manifestano principalmente con una riduzione del vigore e della produttività da imputare probabilmente a una minore efficienza dell attività simbiotica, in quanto il Rhizobium leguminosarum è molto sensibile all acidità del terreno. Si tratta di una coltura che necessita soprattutto di azoto e potassio, seguiti per importanza da fosforo, calcio e magnesio. Il fosforo, nonostante le limitate asportazioni, è l elemento che ne condiziona maggiormente la produzione, in quanto i terreni su cui essa viene coltivata ne sono poco provvisti; il fosforo, infatti, influenza il metabolismo, la fotosintesi e l accrescimento della pianta favorendo lo sviluppo e l attività dei batteri simbiotici e quindi, indirettamente, la fissazione dell azoto. La somministrazione di azoto sotto forma minerale, per contro, sembra ridurre o annullare del tutto la fissazione simbiotica dell azoto atmosferico. Anche il potassio svolge un ruolo importante favorendo il metabolismo dei carboidrati e la sintesi proteica e rendendo le piante resistenti al freddo, alla siccità e agli attacchi parassitari. I terreni da utilizzare per la fava dovrebbero essere ben provvisti di sostanza organica, dalla quale le piantine ricavano azoto fino allo sviluppo dei noduli radicali simbionti. stato dimostrato che la fava, così come le altre leguminose, produce meglio se può ottenere l azoto sia dal terreno sia dall atmosfera, in un rapporto ottimale di 1:2. 2.3.2 Caratteri botanici e biologia. La fava è una pianta annuale a portamento eretto, provvista di radice fittonante ma con robuste ramificazioni laterali. Gli steli sono

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin