2.4.2 Caratteri botanici e biologia

D 78 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO Le esigenze termiche della specie variano in funzione delle diverse fasi del ciclo: nelle regioni meridionali dell Italia viene seminato in autunno ma, in genere, è una specie che richiede condizioni di temperatura e illuminazione crescenti, realizzabili con la semina primaverile. Le temperature ottimali per la crescita del pisello sono comprese tra 10 e 20 °C e lo zero di vegetazione è di 4,4 °C. Le condizioni migliori per ottenere una buona produzione si riscontrano negli ambienti in cui la coltura può fruire di un periodo iniziale sufficientemente fresco, seguito da uno con temperature non troppo elevate. Il pisello, infatti, viene danneggiato dalle alte temperature, soprattutto se coincidenti con il periodo della fioritura; infatti le temperature elevate provocano un eccessivo anticipo della fioritura e una maturazione accelerata, cui consegue un prodotto di qualità scadente. Le gelate primaverili tardive, con punte di 22-4 °C, possono provocare danni che diventano irreversibili se colpiscono anche il fusto delle piante. Il pisello non tollera il ristagno idrico e, se il terreno non è troppo sciolto, l umidità presente al momento della semina può essere sufficiente fino alla fine del ciclo colturale, soprattutto in presenza di piogge prima della fioritura; al contrario, piogge troppo violente e persistenti alla fine della fioritura provocano l adesione dei petali quasi appassiti ai legumi in formazione, favorendo gli attacchi di Botrytis o altre fitopatie. L eccesso di umidità determina comunque un eccessivo sviluppo vegetativo che, in seguito, potrà ostacolare le operazioni di raccolta del prodotto. Il pisello si adatta a vari tipi di terreno, ma non tollera l eccessiva presenza di calcare o i terreni prevalentemente sabbiosi con scarsa capacità di ritenuta idrica. La specie è anche sensibile nei riguardi della salinità del suolo e richiede un pH compreso tra 5,5 e 6,5. 2.4.2 Caratteri botanici e biologia. Il pisello è una pianta erbacea annuale che, nelle prime fasi della crescita, ha portamento cespuglioso e, in seguito, può raggiungere altezze variabili da 0,20 a 1,50 m e oltre; in funzione dell altezza delle piante vengono distinte varietà di pisello nane, seminane e rampicanti. una specie appartenente alla famiglia delle Fabaceae (Leguminosae), sezione Vicieae, genere Pisum. Attualmente si coltivano in prevalenza due specie: il P. sativum L., con seme grande, liscio o rugoso, di colore verde o giallo, e il P. arvense L., con seme piccolo, rotondo, liscio o leggermente increspato, di colore grigio. L apparato radicale è fittonante, con radici laterali molto sottili. Il fusto è angoloso o rotondo, prostrato o eretto, con andamento diritto o a zig-zag. Alcune varietà ramificano normalmente, mentre in altre la ramificazione è molto ridotta; le diverse condizioni ambientali e la tecnica colturale adottata influenzano notevolmente l emissione di ramificazioni laterali. Le foglie sono composto-pennate con 2, 3 o più paia di foglioline normali e altre trasformate in viticci; sono di forma ovale allungata, di colore verde più o meno intenso o anche variegate. L infiorescenza ascellare è un racemo peduncolato con 1 o 2 fiori o anche 3-7 in alcuni tipi. L altezza del primo nodo fiorifero è variabile in funzione della varietà e della precocità della stessa. Il fiore è piuttosto vistoso, grande e bianco; il frutto è un baccello di dimensioni variabili, curvo o diritto, il cui colore va dal verde giallastro al verde scuro. La presenza o meno all interno del baccello di una membrana sclerenchimatica, che a maturità ne consente l apertura, permette di distinguere i tipi di pisello da sgusciare dai tipi mangiatutto. I semi, in numero di 4-10 per baccello, hanno forma rotonda, ovale, appiattita, ecc. e colori diversi; quest ultimo carattere è determinato dal colore del tegumento e dei

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin