2.4.4 Tecnica colturale

D 80 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 2.4.4 Tecnica colturale Avvicendamento. Il pisello è una pianta miglioratrice, anche per gli apporti di azoto (30-50 kg/ha) dovuti all azotofissazione dei Rhizobium e, pertanto, può essere seguito da una coltura capace di trarne vantaggio. Generalmente non entra in schemi di rotazioni ben determinati, ma si rivela utile per interrompere le monosuccessioni di frumento. Essendo una coltura a ciclo breve, può essere inserita nelle successioni come coltura intercalare vernino-primaverile. buona norma non ripetere la coltura del pisello sullo stesso appezzamento prima che siano passati 3-5 anni per evitare la diffusione di parassiti fungini o di fitofagi specifici. Sistemazione e preparazione del terreno. sufficiente eseguire un aratura poco profonda (0,30 m) in autunno o inverno, seguita poi da lavorazioni volte a eliminare la zollosità e a interrare i concimi. Bisogna evitare tuttavia un eccessivo sminuzzamento superficiale, per non favorire la formazione di crosta superficiale e il costipamento. Nel caso in cui si debba procedere forzatamente a una preparazione primaverile del terreno, è sufficiente intervenire con una fresatura per smuoverlo solo negli strati superficiali. Concimazione. Considerata la capacità azotofissatrice del pisello, in genere non vengono eseguite concimazioni azotate; solo nel caso di terreni asfittici e poco fertili può essere opportuno somministrare 30 kg/ha di azoto prima che le piantine abbiano sviluppato i noduli radicali. Il potassio non viene quasi mai apportato poiché i nostri terreni ne sono sufficientemente dotati, mentre il fosforo viene somministrato al momento della semina localizzando in vicinanza dei semi 50-60 kg/ha di P2O5. Semina. Nelle colture per il prodotto da consumo allo stato fresco si suole seminare a postarella o a file distanti 0,80 m, per le varietà rampicanti (che vanno anche munite di sostegni idonei, come canne, rami o reti in plastica), 0,30-0,40 m per le cultivar nane o semi-nane utilizzando da 100 a 140 kg/ha di seme. Nelle colture per il prodotto da destinare all industria, la semina si esegue meccanicamente su file distanti da 0,18 a 0,22 m per le varietà nane ad accrescimento determinato, utilizzando una comune seminatrice da frumento. Si impiegano da 100 a 130 semi per metro lineare in modo da ottenere una densità di 70-90 piante per m2. La quantità di seme da impiegare si aggira intorno a 160-210 kg/ha. I semi possono essere trattati con thiram o captano in polvere per prevenire gli attacchi fungini; la profondità di semina oscilla fra 30 e 40 mm. L epoca di semina varia in funzione della tipologia di prodotto che si vuole ottenere: per quello destinato al mercato, la semina si effettua da settembre a dicembre nel Sud Italia, da gennaio a febbraio nelle regioni del Centro e in marzo-aprile in quelle settentrionali per collocare il prodotto sul mercato nel momento in cui il prezzo è più elevato. Per le colture da industria l epoca di semina varia, anche nello stesso ambiente, in rapporto all andamento meteorico e all obiettivo di ottenere una produzione scalare prolungando così il periodo di lavorazione degli stabilimenti. Al Nord le semine vengono effettuate a partire dalla terza decade di febbraio, proseguendo poi per tutto marzo e la prima decade di aprile. La programmazione delle semine viene fatta tenendo conto della somma termica, ovvero della quantità di calore richiesta affinché una varietà raggiunga la maturazione industriale (varia dai 600 ai 1.000 gradi giorno). Lotta alle malerbe. Risulta necessaria in quanto il pisello risente molto della competizione delle infestanti per quanto riguarda sia l acqua sia gli elementi nutritivi. Nelle prime fasi

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin