2.6.5 Raccolta e utilizzazione

D 86 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO il ristagno di acqua preferisce i terreni ben drenati e comunque freschi, che le assicurano un buon rifornimento idrico durante lo stadio dei processi riproduttivi. In condizioni di spinta siccità può avvantaggiarsi di una irrigazione di soccorso. La difficoltà di intervenire con le sarchiature ha posto il problema del diserbo chimico, per il quale sono state individuate alcune sostanze attive utilizzabili: in pre-semina si impiegano trifluralin e fluazifop-butil, in pre-emergenza il linuron, la miscela di metabenztiazuron e pronamide e la miscela di pendimethalin 1 imazetapir, in relazione all epoca di semina, alla composizione della flora infestante e alle condizioni ambientali. 2.6.5 Raccolta e utilizzazione. La raccolta va effettuata quando le piante cominciano a disseccare e i semi sono consistenti, senza ritardare eccessivamente per evitare perdite per deiscenza dei baccelli e per contenere l infestazione dei tonchi. La meccanizzazione mediante mietitrebbiatrici opportunamente modificate incontra difficoltà con le attuali varietà a causa del portamento tendenzialmente prostrato delle piante e della bassa inserzione dei baccelli. La produzione, in media pari a poco meno di 1 t/ha, in qualche caso può raggiungere anche 3 t. I semi di lenticchia, fondamentalmente destinati all alimentazione umana, sono apprezzati per l elevato contenuto di proteine (25%), ferro, vitamine del gruppo B e per la quasi totale assenza di principi antinutrizionali. I semi, ordinariamente commercializzati allo stato secco, interi o sgusciati, assumono una denominazione fondata sul calibro: gigante extra, gigante, gigantina, comune, media, mignon, mignonette. in progressiva diffusione l uso sotto forma di conserva al naturale (appertizzati). In India è diffuso anche l uso della lenticchia per l alimentazione degli animali sotto forma di fieno (paglia 1 semi). Inoltre l amido ricavato dai semi di lenticchia, a causa della sua stabile viscosità, è particolarmente apprezzato dall industria tessile per la stampa dei tessuti. 2.6.6 Avversità lenticchia (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Tra i maggiori nemici che limitano la sua coltivazione nell ambiente mediterraneo è da ricordare l orobanche; tra le infezioni fungine meritano menzione quelle da Fusarium, Rhizoctonia e Uromyces. Tra gli insetti emergono gli afidi e i parassiti dei semi (Bruchus spp. e Callosobruchus spp.). 2.7 Lupino (Lupinus spp.). La coltivazione del lupino risale a tempi antichi: secondo Gladstones, le due specie, L. albus e L. mutabilis, sarebbero state coltivate come piante da granella già 3.000 anni fa nel bacino del Mediterraneo, la prima, e in Sud America la seconda. Altre specie (L. angustifolius e L. luteus), invece, sono coltivate solo da tempi recenti nei Paesi del Mediterraneo. Il L. albus era già conosciuto dai Greci e dai Romani e pare fosse coltivato anche in Egitto circa nel 2000 a.C., dove era molto usato per il sovescio; i semi erano utilizzati per l alimentazione umana e del bestiame, dopo essere stati sottoposti a bollitura e a prolungata immersione in acqua per eliminarne l alcaloide amaro e velenoso. Il lupino viene coltivato nei terreni leggeri e non calcarei dell Italia, della Spagna, del Portogallo, dei Paesi del Medio Oriente e della Valle del Nilo, della Francia meridionale, dell Europa centrale e sud-orientale. Secondo lo stesso Gladstones, il nome lupino , derivante dal latino lupus, sembra essere dovuto proprio al fatto che la pianta cresce in luoghi selvatici frequentati solo dai lupi. Nel Mondo il lupino è maggiormente presente in Unione Sovietica, Europa, Oceania e Africa. In Europa viene coltivato soprattutto in Germania, Polonia, Olanda, Danimarca, Svezia e Inghilterra.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin