2.7.1 Esigenze climatiche e pedologiche

LEGUMINOSE DA GRANELLA - LUPINO D 87 In Italia, nel 1960, occupava una superficie di 41.600 ha, ridottasi nel 2000 a 2.900 ha, concentrati prevalentemente in Calabria, Campania, Puglia e Lazio. 2.7.1 Esigenze climatiche e pedologiche. I fattori climatici che maggiormente influiscono sul ciclo biologico del lupino sono la temperatura e il fotoperiodo; il primo fattore condiziona la durata della fioritura, l inizio della quale è influenzato dalla vernalizzazione, soprattutto per i tipi invernali. Tutte le specie di lupino coltivate resistono abbastanza bene alle gelate e richiedono per la loro crescita temperature fresche o moderate. L. albus cresce bene su terreni moderatamente acidi e poveri di calcare, limo-sabbiosi o limosi, che non trattengono molto l acqua; è più esigente rispetto agli altri lupini per quanto riguarda la fertilità dei terreni. L. luteus preferisce, invece, terreni acidi, sabbiosi o sabbioso-limosi, ed è relativamente tollerante al ristagno idrico; il L. angustifolius cresce su terreni moderatamente acidi, o anche neutri, limosi o sabbiosolimosi, e non tollera il ristagno d acqua. 2.7.2 Caratteri botanici e biologia. una pianta annuale, ramificata, con apparato radicale fittonante, provvisto di noduli globosi. Gli steli sono eretti e molto ramificati, pubescenti, legnosi a maturità, di colore verde chiaro o anche porpora. Le foglie sono alterne, digitate con 5-7 foglioline, di forma ovale, glabre sulla pagina superiore e pubescenti in quella inferiore. L infiorescenza è a grappolo, composta da numerosi fiori bianchi o azzurrognoli; i grappoli sono situati sulla parte apicale del fusto o delle ramificazioni. I baccelli sono allungati e lateralmente compressi, convessi sopra i semi, che sono presenti in numero di 3-6 per baccello. I semi hanno forma rettangolare-quadrata, compressi lateralmente, a volte grinzosi, con cotiledoni giallo chiaro. Il lupino giallo (L. luteus) ha fiori odorosi di colore giallo; i semi sono lisci, tondeggianti, grigi o variegati con macchie nere. Il lupino azzurro (L. angustifolius) ha foglie lineari e strette, i fiori sono azzurri, rosa o bianchi, i semi sono grigi con macchie triangolari sopra l ilo. Il ciclo biologico del lupino ha una durata variabile in funzione della varietà e dell epoca di semina (5-8 mesi). La durata della fioritura è influenzata dalla temperatura: una maggiore lunghezza di tale fase comporta un aumento della produzione per il maggior numero di baccelli allegati. Il lupino è una specie ad accrescimento indeterminato, per cui le piante continuano a sviluppare anche durante la fioritura. Nel lupino bianco e in quello giallo la produzione è rappresentata prevalentemente dal fusto principale, mentre nel lupino azzurro è maggiormente presente sulle ramificazioni laterali di 1° e 2° ordine. 2.7.3 Varietà e miglioramento genetico. L. albus e L. luteus sono specie facoltativamente autogame con una percentuale variabile di allogamia (30% per il L. luteus). Uno degli obiettivi da raggiungere con il miglioramento genetico è quello di abbassare il contenuto di alcaloidi dei semi e di aumentare per contro il contenuto di proteine e olio. In Italia sono risultate più produttive le varietà di L. albus, Multitalia e Multolupa. 2.7.4 Tecnica colturale. Il lupino è considerato una pianta miglioratrice e viene spesso coltivato in rotazione con segale, avena, orzo e patata. Nel Nord Europa è prevalentemente impiegato come foraggio, consociato con avena o altri cereali, oltre che con altre leguminose da foraggio. Il lupino coltivato per foraggio può essere insilato o pascolato direttamente; nel primo caso il taglio va eseguito durante lo sviluppo dei semi. Gli ambienti a clima mediterraneo offrono le condizioni migliori per la produzione D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin