2.7.5 Avversità lupino

D 88 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO dei semi, soprattutto per quanto riguarda le varietà dolci, mentre le cultivar con seme amaro vengono utilizzate per il sovescio. La semina è eseguita in primavera nelle regioni fredde e in autunno in quelle calde. Se la semina avviene in autunno la coltura si prolunga fino a giugno-luglio per ottenere il seme, mentre per gli erbai si conclude prima. La semina viene effettuata su file distanti 40-60 cm (per le colture da seme) ottenendo un investimento unitario di 60-80 piante m22; per le colture da sovescio si impiegano 100-130 kg/ha di seme. Benché il lupino venga coltivato nei terreni più diversi, la concimazione fosfatica è l unica ordinariamente eseguita in dosi variabili in rapporto alla dotazione del terreno adottato. Si tratta di una specie che richiede poche cure colturali, a parte qualche intervento di lotta chimica contro le erbe infestanti; allo scopo vengono impiegati il trifluralin in post-emergenza e la simazina in pre-emergenza. L irrigazione può influenzare positivamente la produzione di semi. 2.7.5 Avversità lupino (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Il lupino è attaccato da alcuni funghi (Botrytis cinerea Pers., Erysiphe spp., Fusarium oxysporum Schl. e altri) ed è soggetto al mosaico giallo della fava di natura virale. Tra gli insetti più dannosi vi sono alcuni afidi, vettori di virus. 2.7.6 Raccolta. La raccolta è resa difficoltosa dalla maturazione non contemporanea dei semi, dalla deiscenza dei baccelli e dalla facilità di rottura dei semi durante le operazioni di trebbiatura. Le rese raggiunte sono state di 0,7-3,0 t/ha di seme. I semi delle varietà amare hanno un elevato contenuto di alcaloidi (lupanina, sparteina, lupinina, isolupanina e altri), che limitano fortemente l utilizzo per l alimentazione umana e del bestiame. Inoltre le proteine del lupino sono carenti di alcuni amminoacidi essenziali: metionina, cistina, valina e triptofano. 2.8 Cicerchia (Lathyrus sativus). La cicerchia è una leguminosa da granella di secondaria importanza, originaria dell Europa meridionale e del Medio Oriente, dove viene ancora coltivata. diffusa anche in India, Iran, in alcune regioni dell Africa e dell America del Sud. In Italia nel 1950 occupava una superficie di circa 10.000 ha; attualmente non sono disponibili dati statistici in quanto la coltura, essendo in fase di scomparsa, non viene più censita. Le esigenze della cicerchia sono abbastanza simili a quelle del cece, anche se in effetti è molto più resistente al freddo e alla siccità. Si tratta di una pianta annuale, con portamento sub-eretto, steli sottili alati, abbastanza ramificata e glabra. Le foglie sono alterne, triangolari e munite di vistose stipole e di cirri semplici o ramificati. I fiori sono singoli e ascellari, con lungo e sottile pedicello. Il frutto è un baccello oblungo, compresso lateralmente, contenente 2-5 semi cuneiformi, di colore da grigio a marrone o marezzati. Il peso dei mille semi si aggira intorno ai 270 g. La cicerchia viene seminata in autunno e il suo ciclo colturale dura circa 6 mesi. La fioritura e la maturazione dei baccelli avvengono in modo scalare. Le numerose varietà esistenti si distinguono per il diverso colore dei fiori e dei semi, oltre che per il portamento vegetativo, le dimensioni e la forma dei frutti. Il miglioramento genetico della specie, già intrapreso con un certo successo in India, dovrebbe eliminare la presenza dei principi antinutrizionali. La cicerchia occupa nell avvicendamento lo stesso posto occupato dalla lenticchia e dal cece, con le quali ha in comune la tecnica colturale. Si semina a file

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin