2.9 Dolico – Vigna

LEGUMINOSE DA GRANELLA D 89 o a postarelle, impiegando in genere 50-100 kg di seme per ettaro. La pianta allo stato verde viene utilizzata come foraggio oppure per il sovescio, rappresentando una buona fonte di azoto grazie all attività azotofissatrice dei suoi tubercoli radicali, mentre i semi trovano impiego nell alimentazione umana. In India e in Pakistan è utilizzata nelle risaie come secondo raccolto in inverno. L uso dei semi nell alimentazione umana trova, tuttavia, qualche ostacolo a causa della loro difficile cottura e della scarsa digeribilità; inoltre, essi contengono un alcaloide che può provocare nell uomo una malattia, il latirismo, che si manifesta con paralisi degli arti inferiori. La sua coltivazione permetterebbe di valorizzare le condizioni pedologiche sfavorevoli di alcune aree marginali, sfruttando nel contempo l elevato contenuto proteico dei semi e di tutta la parte epigea della pianta. Il contenuto proteico nei semi varia dal 25 al 31% del peso secco, mentre quello delle piante in avanzata allegagione varia dal 17% (nei baccelli, semi compresi) al 21% (in fusti e foglie) del peso secco. 2.9 Dolico (Dolichos spp.) Vigna (Vigna spp.). Le due specie appartengono alla tribù delle Phaseoleae; il genere Vigna comprende la Vigna sinensis, o Vigna unguiculata, e due varietà botaniche: sesquipedalis e melanophthalmus. La vigna è originaria dell Africa centrale ed è stata impiegata per l alimentazione umana nel continente di origine e nelle regioni sud-asiatiche e mediterranee. Si differenzia dal fagiolo per la presenza di infiorescenze più corte e fiori più piccoli. Come coltura si adatta a molti tipi di terreno, dai sabbiosi agli argillosi, e si sviluppa bene anche su terreni poco fertili o acidi. Nei terreni troppo ricchi, per contro, tende ad avere un eccessivo sviluppo vegetativo e a produrre pochi baccelli. Anche gli stress idrici influenzano negativamente la produzione di semi; tuttavia non tollera il ristagno idrico. Nel nostro Paese viene principalmente usata come pianta annuale da erbaio, consociata al mais. una pianta ad accrescimento indeterminato, rampicante, con molte foglie trifogliate. I fiori sono bianchi o rossi, in coppie portate da racemi corti. Produce baccelli lisci, lunghi 10-20 cm, qualche volta curvi, di colore giallo, bruno o purpureo, che contengono semi simili ai fagioli, dello stesso colore dei baccelli, di uno o più colori. Nell avvicendamento colturale può precedere un cereale; non richiede un accurata preparazione del terreno, essendo sufficiente eseguire prima della semina una fresatura superficiale. Alla Vigna sinensis, var. sesquipedalis, è ascritta la cultivar fagiolo asparago o fagiolo nero del Brasile, utilizzato nell alimentazione umana come ortaggio. poco coltivato in Italia, ma è diffuso in Brasile e nella Francia del Sud. Anche la Vigna sinensis, var. melanophthalmus, o dolico o fagiolo dall occhio, è usata in orticoltura. Il Dolichos lablab invece è coltivato soprattutto come foraggio. 2.10 Soia (Glycine max). La soia è una leguminosa annuale coltivata da millenni in Estremo Oriente. Oggi, forme spontanee della specie sono diffuse tra la Siberia meridionale e la Manciuria. La specie fu introdotta in Europa nella seconda metà del XVIII secolo, originariamente in orti botanici, e in America nei primi del 1800. La sua coltivazione, inizialmente per uso foraggero, fu condotta per granella dopo che il chimico Carver, nel 1904, precisò la composizione oleo-proteaginosa del seme. Attualmente, la coltura rappresenta il secondo più importante prodotto agricolo degli USA e, in generale, la produzione del continente americano costituisce la prima fonte mondiale di soia. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin