1.1.2 Esigenze climatiche

CEREALI D 9 m aturazione cerosa: la cariosside e il resto della pianta perdono il colore verde, la consistenza diventa cerosa, le foglie seccano mentre i nodi restano verdi; maturazione fisiologica: avviene nel momento in cui finisce l accumulo di fotosin- tetati. L amido riempie le cellule chiuse dal nucleo e dal citoplasma in una guaina proteica detta glutine. La pianta ingiallisce quasi tutta e resta verde solo l ultimo nodo. Nelle condizioni climatiche dell Italia meridionale è il momento ottimale per la raccolta; m aturazione di morte: la cariosside si essicca fino a un contenuto di acqua del 12-14% circa: la pianta diventa secca, fragile e le cariossidi cadono facilmente a causa della fragilità dell ultimo internodo o per lo spezzarsi del rachide. 1.1.2 Esigenze climatiche. Per quanto riguarda il clima, i cereali per il completamento del ciclo biologico si distinguono in microtermi e macrotermi. Nelle regioni mediterranee i cereali microtermi hanno di solito un ciclo autunno-invernale mentre nei paesi nordici hanno un ciclo primaverile-estivo. I cereali microtermi più diffusi sono il frumento e l orzo, la cui resistenza alle basse temperature dipende dalla varietà e dallo stato vegetativo della pianta che può sopportare, fino alla fase di accestimento, temperature anche abbondantemente sotto lo zero. I cereali macrotermi o estivi hanno un ciclo primaverile-estivo e le temperature per la germinazione delle cariossidi di queste specie si aggirano sui 10 °C; le specie alimentari più diffuse sono il riso, il mais e il sorgo. 1.1.3 Esigenze pedologiche. I cereali vernini si adattano bene a un ampia gamma di condizioni pedologiche, ma danno risultati migliori in terreni argillosi, ben drenati e ricchi di sostanze organiche. L avena predilige i terreni sciolti, sabbiosi con pH acido o sub-alcalino, mentre il frumento e l orzo quelli con pH neutro e con una buona tolleranza alla salinità. Fra i cereali macrotermi il riso necessita di condizioni pedoclimatiche particolari; la sommersione aiuta la pianta a superare le basse temperature e di conseguenza meglio si adatta a un terreno argilloso che mantiene di più l acqua. Mais e sorgo invece si avvantaggiano di terreni di medio impasto, fertili e necessitano di sostegno irriguo. Fra i due il sorgo è quello che meglio si adatta anche a terreni collinari più poveri e asciutti. Tutti i cereali però necessitano di grandi quantità di azoto. 1.1.4 Esigenze idriche. I cereali vernini negli ambienti a clima mediterraneo non necessitano di particolari apporti irrigui, poiché beneficiano delle piogge del periodo autunno-primaverile. Per questo tipo di cereali, eccessi di piovosità nel periodo invernale sono dannosi perché possono determinare asfissia del terreno e sviluppo di malattie fungine. Una carenza idrica invece può causare l incompleto riempimento della cariosside danneggiandone l impollinazione e la fecondazione. Come detto precedentemente, per i cereali macrotermi molto importante risulta l irrigazione. Una buona irrigazione può determinare rese molto elevate per il mais. Diverso è il caso del sorgo, che riesce a sopportare meglio la siccità, mentre l acqua è fondamentale nella coltura del riso, dove però ha la funzione di stabilizzazione termica. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin