2.10.1 Esigenze climatiche e pedologiche

D 90 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO Nel corso degli anni 80 del secolo scorso, la coltura ebbe in Italia una straordinaria diffusione: dopo che in sede UE fu introdotto il sostegno al prezzo della granella, la superficie crebbe da poche centinaia di ettari nel 1981 a 520.000 nel 1987, valore mai più raggiunto. Per quanto attiene la rilevanza strategica della soia e dei suoi derivati nei flussi commerciali internazionali, l olio non rappresenta l elemento più importante poiché può essere facilmente sostituito da quello di altre specie vegetali, mentre i panelli e le farine proteiche rappresentano la vera componente strategica della filiera soia, essendo fondamentali componenti della dieta nei sistemi intensivi delle produzioni animali. 2.10.1 Esigenze climatiche e pedologiche Clima. La soia presenta una notevole adattabilità ai diversi climi, in relazione all ampia gamma di precocità varietale disponibile. La precocità delle semine è determinata dalla temperatura del suolo e dal rischio di brinate tardive, mentre i primi geli autunnali possono chiudere prematuramente il ciclo delle varietà troppo tardive. Possono essere considerate ottimali per i processi di crescita temperature dell aria comprese tra 22 e 25 °C; i limiti minimi relativi a ciascuna fase sono: 7-10 °C in germinazione ed emergenza, 16-18 °C per la fioritura e formazione dei baccelli, 13-14 °C per la formazione e il riempimento del seme, per ridursi di nuovo a 8-9 °C in maturazione. Limitazioni alle rese sono causate da un andamento termico insufficiente oppure eccessivamente elevato. Con temperature inferiori a 13 °C, si possono osservare anomalie nelle fasi riproduttive; a 40 °C, in assenza di stress idrico, è facile la cascola di baccelli. Nelle colture da seme gli effetti della temperatura durante la maturazione modificano la qualità della semente nell anno successivo: sono ottimali le temperature comprese tra 25 e 15 °C (giorno/notte). Lo sviluppo della soia in condizioni idriche non limitanti porta a un elevata fogliosità, con valori massimi dell indice fogliare (LAI ) compresi tra 5,5 e 7 in corrispondenza della fioritura piena (fase R2). Ciò non è necessariamente indice di produzioni record, poiché la fruttificazione può non essere, comparativamente, altrettanto abbondante. La coltura, in prossimità della raccolta, è sensibile alle precipitazioni autunnali; in tali condizioni i semi si reidratano e rigonfiano più volte, i tegumenti si lacerano e i cotiledoni si alterano fino a marcire. Suoli che permettono una buona portanza, valutati i rischi di compattamento, possono consentire raccolte tempestive. Suolo. In generale, le esigenze della soia relativamente al suolo sono modeste e la specie può essere coltivata in terreni di varia composizione granulometrica. In terreni decisamente sabbiosi, il limite di coltivazione dipende dalle disponibilità idriche. Terreni argillosi ben strutturati garantiscono ottima capacità di ritenuta idrica e, quindi, un accrescimento più regolare anche in assenza di irrigazione. I terreni limosi e debolmente strutturati sono meno indicati, sia perché la modesta aerazione limita l attività simbiontica sia per i rischi di crosta superficiale all emergenza. La soia può essere coltivata in terreni a diversa reazione (con pH compreso tra 5,2 e 8), anche se le rese maggiori si ottengono con terreni subacidi o neutri (pH 6-7,2). In terreni molto acidi, con pH , 5,6 (per quanto i problemi possono sorgere anche con pH compreso tra 5,6 e 6), la ridotta disponibilità del molibdeno limita l azotofissazione. D altro canto, terreni che contengano più del 15% di calcare attivo sono scarsamente adatti alla coltura.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin