2.10.2 Caratteri botanici e biologia

LEGUMINOSE DA GRANELLA - SOIA D 91 La soia è moderatamente tollerante alla salinità: riduzioni di produzione si osservano con valori di ECe superiori a 5 mmhos/cm, fino a contrazioni del 100% nelle rese in corrispondenza di valori di 10 mmhos/cm. Le condizioni che facilitano il movimento dell acqua e dell aria, associate a sufficiente contenuto idrico, sono ottimali nelle prime fasi del ciclo, anche a sostegno della nodulazione. Condizioni d ipossia e ristagno idrico in queste prime fasi vegetative (VE-V2) provocano diradamenti e ritardo nella nodulazione. 2.10.2 Caratteri botanici e biologia. I processi di differenziazione morfologica della soia vengono comunemente distinti in sviluppo vegetativo e sviluppo riproduttivo. Il primo riguarda il ritmo di emissione di nuovi nodi e foglie (unifogliate o trifogliate) e la sua cessazione; il secondo coinvolge le fasi di fioritura, formazione dei baccelli, riempimento dei semi e maturazione. In relazione al tipo di accrescimento, nelle più comuni varietà indeterminate lo sviluppo vegetativo e quello riproduttivo si sovrappongono. Anche dopo l inizio della fioritura la pianta continua a emettere nuovi nodi su fusto e rami. Nelle cultivar determinate, invece, sviluppo vegetativo e riproduttivo sono nettamente distinti nel tempo in quanto la fioritura determina il blocco dell attività vegetativa. Il metodo di valutazione fenologica più impiegato per la soia è quello proposto da Fehr e Caviness (F&C). Il metodo di F&C (Tab. 1.9) si basa su una descrizione dello sviluppo del singolo organo vegetativo (nodo-foglia) e riproduttivo (fiore-baccello-seme), e su un criterio per ricavare lo stadio di sviluppo della pianta e della coltura a partire dallo stadio di sviluppo dei singoli organi. Le fasi vegetative (VC, V1, V2, ... Vn) riguardano le date di comparsa dei nodi sul fusto principale. Tra le fasi riproduttive, R1 e R2 indicano l inizio e la piena fioritura, le fasi R3 e R4 si riferiscono a inizio e fine della formazione dei baccelli, le fasi R5 e R6 alla formazione del seme mentre R7 e R8 caratterizzano l inizio e la completa maturazione della pianta. A livello di coltura, uno stadio si considera acquisito quando almeno il 50% delle piante ha raggiunto o superato tale stadio, valutato sulle singole piante. TAB. 1.9 Codifica delle fasi fenologiche della soia secondo il metodo proposto da Fehr e Caviness (1977) Simbolo Fase Riconoscimento della fase SVILUPPO VEGETATIVO E Emergenza VC Cotiledoni V1 Primo nodo V2 Secondo nodo V3 Terzo nodo Vn N-esimo nodo R1 Inizio della fioritura Emergenza dei cotiledoni dal terreno Foglie unifogliate srotolate sufficientemente in modo da avere i lembi che si non si toccano Foglie unifogliate completamente sviluppate (1a trifogliata con lembi staccati) 1a trifogliata completamente sviluppata (2a trifogliata con i lembi staccati) 2a trifogliata completamente sviluppata n è il numero di nodi sul fusto principale (con foglie completamente sviluppate) a partire dal nodo delle unifogliate SVILUPPO RIPRODUTTIVO Un fiore aperto su qualsiasi nodo del fusto principale (continua ) D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin