2.10.6 Avversità soia

D 98 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 2.10.6 Avversità soia (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Per le avversità che interessano la coltura, nei vari stadi di sviluppo ed eventuale fase di conservazione post-raccolta, si rimanda alla Sezione specifica. Un quadro di sintesi è proposto in parallelo sulla versione digitale. 2.11 Veccia (Vicia sativa). Il genere Vicia comprende circa 150 specie. Le vecce coltivate sono specie annuali, originarie dell Asia orientale, dell Europa centro-meridionale e dell Africa Settentrionale; quelle più comunemente note sono V. sativa (veccia comune), V. villosa (veccia vellutata) e V. narbonensis (veccia di Narbonne), che a causa delle condizioni climatiche, sono coltivate come piante annuali d estate o d inverno. Gli steli sono impiegati per la fienagione, l insilamento, il pascolo e il sovescio oppure come cover crop; i semi sono utilizzati come alimento concentrato. Vicia sativa è coltivata come erbaio monofita o in consociazione per la produzione di foraggio; tuttavia la produzione nazionale, prevalentemente concentrata in Sicilia con circa 3.500 ha, è insufficiente a soddisfare il consumo interno, per cui si fa largamente ricorso al seme di importazione che è scadente per caratteristiche genetiche ed esteriori. Le vecce di norma sono coltivate in consociazione con i cereali o con leguminose a stelo rigido come la fava (quali sostegni) per la produzione di foraggio e di semi. 2.11.1 Caratteri botanici e biologia. Trattasi di piante a stelo debole, parzialmente rampicanti o prevalentemente prostrate, con foglie composte, pennate, provviste di cirri terminali. I fiori sono ascellari, riuniti a racemo, di colore porpora più o meno scuro, o blu lavanda; i baccelli sono dritti contenenti più semi, di forma globosa e colore grigio, bruno, nero o verdastro. La fioritura e la maturazione sono scalari. 2.11.2 Varietà e miglioramento genetico. V. sativa è specie prevalentemente autogama. Il miglioramento genetico è indirizzato alla costituzione di varietà a portamento assurgente, resistenti alle basse temperature, dalla produttività elevata e stabile. 2.11.3 Esigenze climatiche e pedologiche. Il seme può germinare anche a temperature di 1-2 °C, ma quella ottimale per una rapida germinazione risulta compresa fra 10 e 25 °C. Si adatta a quasi tutti i tipi di terreno, ma soffre molto le conseguenze di eccessi idrici e di ristagni di acqua. 2.11.4 Avvicendamento e tecnica colturale. Viene coltivata ordinariamente in regime asciutto, in avvicendamento con i cereali, che producono bene quando sono preceduti dalla veccia. La semina è effettuata tra ottobre e novembre in ambiente mediterraneo e tra marzo e aprile nelle regioni a inverno freddo. La densità di semina consigliabile risulta compresa tra 100 e 200 semi/m2, distribuiti su file distanti 40-50 cm. Un pascolamento abbastanza precoce può contribuire a rinettare il terreno dalle infestanti, ma la produzione di seme proveniente dal ricaccio ne verrebbe fortemente limitata. Per agevolare la raccolta meccanica del seme, la coltura è consociata con quella da foraggio con avena e favino, il cui prodotto compensa, peraltro, la ridotta produzione di seme di avena: questa può oscillare da meno di 1 t/ha fino a 2 t/ha. La scelta del momento più opportuno per la raccolta ha come obiettivo il contenimento delle perdite di seme per deiscenza dei baccelli. 2.11.5 Avversità veccia (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture).

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin