SEZIONE E

E 100 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale (più insolazione, facile regolazione della carica produttiva); viene inoltre facilitata la meccanizzazione dei vari interventi (diserbo, lavorazione del terreno, trattamenti per la protezione delle piante), viene razionalizzato l impiego della manodopera (potatura, diradamento, raccolta), si riducono i costi di produzione ed è più rapido l adattamento alle esigenze di mercato (nuove varietà). I sistemi d impianto ritenuti oggi più validi per il melo sono riassunti in Tabella 3.7. Le forme dello Spindel (fusetto o Spindle) e il cordone verticale sono caratterizzati da un asse centrale portante i rami laterali fruttiferi e sono adatti a impianti ad alte densità (Figg. 3.10 e 3.11). Forme libere di questo tipo permettono l entrata rapida in produzione senza particolari interventi di potatura. Il Sol Axe e Solen sono invece forme più obbligate con una (Fig. 3.12) o due branche principali orizzontali all altezza di circa 2 m, che portano rami fruttificanti più allungati e pendenti (Fig. 3.13). La distanza tra pianta e filare dipende dalla scelta del portinnesto, dal vigore della varietà, dalla fertilità del terreno, dalla qualità delle piante, dal parco macchine a disposizione e infine dall esperienza del frutticoltore. Le file vanno preferibilmente orientate in direzione nord/sud, per garantire la massima uniformità nella colorazione e maturazione dei frutti. I sistemi adottati oggi sono quelli a fila singola. Con le file multiple è possibile aumentare il numero di piante per ettaro, però si rendono difficili il diserbo e la lavorazione Tab. 3.7 Forme di allevamento e distanze d impianto usate per il melo Portinnesto Diametro della pianta in m Distanza tra le file in m N. piante/0,9* ha Spindel (fusetto) M26 1,30-1,50 3,30-3,50 2.097-1.714 Slender Spindel M9 1,00-1,20 3,00-3,20 3.000-2.343 Super Spindel M27, M9, P22 0,50-0,80 2,50-2,80 7.200-4.017 Cordone verticale M27, M9, P22 0,30-0,40 2,30-2,50 13.000-9.000 M9, M26 1,80-2,00 3,80-4,00 1.315-1.125 M9 1,00-1,60 3,00-3,60 3.000-1.562 Forma di allevamento Solen Sol Axe e g a b 1 c tr s P d o o d m p v z d r * Perdita per bordi 5 0,1 ha. 40 cm 50 cm 50 cm 50 cm 1,80-2,00 m 70 cm 0,80-1,20 Fig. app m P Fig. 3.10 Sistema di sostegno per impianti a spindel con 1 filo di ferro combinato con canne di bambù. E03_1_Arboricoltura_speciale.indd 100 Fig. 3.11 Sistema di sostegno per impianti a spindel o cordone con 5 fili di ferro. 25/05/18 17:31 z p d s

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis