SEZIONE E

E 102 Tab. 3.8 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale Entrata in produzione di un frutteto a 4590 pp/ha, impiantato con differenti qualità di piante (kg/pianta) Tipo di pianta 2a foglia 3a foglia 4a foglia 5a foglia 6a foglia 7a foglia 8a foglia Somma kg/pianta Non ramificata 4-6 anticipati 7-8 anticipati Pianta Knip 1,5 4,3 5,1 5,9 4,3 4,8 6,7 6,1 8,4 10,3 10,0 9,4 5,6 4,8 6,7 6,4 11,1 12,3 11,5 11,9 10,4 11,4 12,8 12,5 9,6 9,5 8,5 8,2 50,9 57,4 64,5 60,5 F Fonte: J. Vigl, Laimburg 2000. di piante ben ramificate e pressocché in equilibrio fisiologico (Tab. 3.8). Così all impianto non si effettua nessun taglio, escluse le piante non ramificate in maniera sufficiente che vanno spuntate all altezza di 90-100 cm. La legatura dei rami in posizione orizzontale riduce notevolmente la fase giovanile della pianta e anticipa l entrata in produzione. Anche alla seconda e terza foglia si interviene solo con legature e qualche taglio di correzione su rami troppo forti e verticali; con la potatura si cerca di mantenere l equilibrio tra rami fruttificanti e germogli per un periodo più lungo possibile. Gli interventi si effettuano in genere durante il periodo invernale per il ringiovanimento del legno a frutto; esso può avvenire con il taglio corto, dove si eliminano i rami pendenti che hanno più di 3 anni deviando su un ramo di un anno (influisce positivamente sul calibro, sull insolazione dei frutti), o con il taglio lungo, nel quale si eliminano le diramazioni laterali dei rami pendenti lasciando solo il prolungamento di un anno; questo deve essere lungo almeno 15-20 cm, altrimenti va eliminato completamente alla base (influisce positivamente sulla regolazione della carica e sulla qualità della frutta). Dopo 6-7 anni dall impianto nella pianta tende a prevalere la cima che sbilancia l equilibrio fisiologico. La cima si domina più facilmente se viene potata nel periodo intorno alla fioritura o con la potatura verde, per esempio con il taglio di fine giugno tagliando o deviando la cima per contenere la pianta all altezza prestabilita. Lo strappo (il distacco a mano dei rami di un anno eliminati fino alla loro base nella parte alta della pianta) va eseguito sempre nello stesso periodo per indebolire la cima e ridurre l emissione di nuovi ricacci. La potatura a verde, applicata a fine agosto, aiuta a controllare impianti troppo vigorosi, può anche migliorare la colorazione dei frutti, ma aumenta il rischio di colpi di sole in climi caldi. Nella fase di produzione decrescente la qualità dei frutti si riduce rapidamente e la tendenza all alternanza aumenta se il legno è invecchiato e se non reagisce più a tagli di ringiovanimento. Il taglio delle radici è un intervento drastico ed efficace per ridurre il vigore di un impianto squilibrato; si esegue a febbraio-marzo, con un taglio profondo 40 cm a distanza di 30-60 cm dal fusto. Di conseguenza, aumenta la sensibilità della pianta alla carenza d acqua e si rischia la riduzione del calibro dei frutti. Gestione del suolo. In genere il terreno va inerbito con una cotica stabile. Questo garantisce una migliore viabilità per le macchine, un continuo arricchimento di sostanza organica e un ambiente ecologico. Nell aiuola dell interfilare vengono seminati miscugli di erbe (Poa pratense, Festuca rubra, trifoglio, ecc.) per creare una cotica erbosa, resistente al calpestio delle macchine. Il filare invece dovrà rimanere esente da erbe infestanti per una striscia larga 70-80 cm e questo si ottiene con tecniche diverse: 1. pacciamatura con materiale organico o film plastico (l effetto dura solo 2-3 anni); E03_1_Arboricoltura_speciale.indd 102 2 3 te fa 25/05/18 17:31 r tu d m e z d z p v p p c d p s e g d v Ir p ta p ( m L la 1 F

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis