SEZIONE E

E 104 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale Questo tipo d impianto è adatDiradante Stadio to sia come impianto antibrina da applicare fenologico sia per eseguire i trattamenti aninizio Ethrel (etephon) tiparassitari. La protezione confioritura a temperature tro il gelo è possibile fino a una .12 °C temperatura minima di 26 °C. L impianto dovrà essere azionato in funzione degli stadi fenologici a varie temperature (Fig. 3.9). fine fioritura, NAAm (ammide Per l irrigazione di soccorso sono frutti più dell acido anche disponibili impianti tipo grossi 5-7 mm alfanaftilacetico) di diametro a temperature Micro- jet, o a goccia, con i quali .12 °C e sono possibili risparmi nel consuumidità relativa mo d acqua fino al 20-30%. elevata Diradamento. Questa pratica frutti più NAA (acido grossi alfanaftilacetico) colturale è indispensabile per 7-10 mm di a temperature garantire la produzione regolare diametro .12 °C e nel corso degli anni con calibri umidità relativa del frutto adeguati. elevata diradamento chimico. Vari prodotti chimici sono disponibili e frutti più BA (benziladeniimpiegabili con azione ed effetti grossi le) a temperatucollaterali differenti. L efficacia 10-15 mm di re .12 °C diametro dipende da molti fattori quali l epoca d impiego, la temperatura, l umidità relativa, la dose, il tipo di bagnante, l età della pianta, l intensità della fioritura e la vafrutti più Ethrel (etephon) rietà (Fig. 3.14). L assorbimento grossi da 10 di dosi elevate di NAAm (ammia 20 mm di de dell acido alfanaftalenacetico) diametro attraverso le foglie le rende più competitive per la nutrizione rispetto ai frutticini che cadono precocemente. Se durante il trattamento le condizioni non Fig. 3.14 Epoca d intervento con prodotti diradanti. sono ideali (temperature inferiori a 12 °C o umidità relativa bassa e vento), si rischia che il fitormone venga assorbito in una dose minore e, cumulandosi con la produzione ormonale endogena del frutticino, la concentrazione può arrivare a livelli tali da favorire l allegagione anziché il diradamento. L epoca ideale per l applicazione del NAAm si colloca tra la fine della fioritura e la settimana successiva, mentre trattamenti più ritardati sono meno efficaci o risultano alleganti. L acido alfanaftalenacetico (NAA) si applica se le condizioni climatiche non permettono il trattamento con NAAm. Il periodo si può estendere fino alla fase in cui i frutticini raggiungono un diametro compreso fra 8 e 12 mm. L ethrel può essere impiegato quando il frutticino ha raggiunto un diametro di 22-25 mm e la sua efficacia dipende notevolmente E03_1_Arboricoltura_speciale.indd 104 25/05/18 17:31 d in il 1 n e ( p s v p q d In d e c te m d a v n u n s R m p v F

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis