SEZIONE E

n) e o) o) i- n) n a o. ii. o gil e Pomacee - MELO E 105 dalle condizioni ambientali e agisce bene a temperature superiori a 12 °C. L ethrel può influenzare l effetto diradante anche nell anno successivo; il Benzyladenin (BA) sviluppa il potere diradante su frutticini con diametro di 10-14 mm, a temperature non inferiori a 12 °C. La combinazione tra i diversi prodotti è utile, ma richiede esperienze pluriennali nei diversi ambienti. Prodotti diradanti che hanno un azione ustionante sui fiori possono essere impiegati nella produzione biologica: polisolfuro di calcio, urea, nitrato di calcio (l azione è molto variabile e incerta con efficacia da 0 a 100%), ATS (solfato tioammonico) prodotto in fase di sperimentazione con buone prospettive. Le ustioni non riguardano soltanto gli organi fiorali, ma danneggiano anche le foglie e ciò può influenzare negativamente il calibro dei frutti. A temperature elevate e con alta umidità relativa l azione può esaltarsi; pertanto, per raggiungere un diradamento accettabile è opportuno evitare queste condizioni. diradamento manuale. Va applicato dopo la cascola di giugno ad allegagione compiuta. In questo periodo si riduce l influenza sull induzione dei fiori per l anno venturo; quindi si tratta di una pratica per migliorare in primo luogo la qualità, influendo sul calibro e regolando il numero di frutti per pianta (80-120 frutti/pianta a secondo del volume, con 3.000-2.500 pp/ha), sulla colorazione e la qualità intrinseca, eliminando frutti all interno della pianta, sull aspetto, eliminando frutti rugginosi, danneggiati o deformati. La mole di lavoro varia dalle 50 alle 200 ore/ha. diradamento meccanico. utilizzato solo per la produzione ecologica, in mancanza di alternative, impiegando macchine speciali da usare allo stadio vegetativo tra le punte verdi e i bottoni rosa (Fig. 3.9, Stadio Fleckinger/BBHC-Code: C/53, rif. E/57) e consiste nell eliminazione di una parte dei mazzetti fiorali spaccandoli con spaghi montati su un asse verticale rotante. L intensità di diradamento si regola con la velocità di rotazione e di avanzamento. Lavora con successo solo in impianti con forme di piante molto strette (Spindel o Superspindel). Raccolta. Con la fase di maturazione la qualità organolettica è in continuo aumento, mentre l adattabilità alla lunga conservazione si riduce. L epoca ottimale di raccolta rappresenta quindi un compromesso tra i due requisiti. I test di maturazione permettono di valutare diversi parametri per stabilire il grado di maturazione (Tab. 3.10). Tab. 3.10 E Indici di maturazione per alcune cultivar a prolungata conservazione Cultivar Indice dell amido 1-10 Penetrometro kg/cm2 Acidità titolabile g/l Zuccheri °Brix 5-6 5 5 7-10 4-5 5,5-7 7-8 5-6 5-5,5 7-8,5 7-8 3,5-4,8 5,9-6,8 6,3-6,6 6,8-7,7 5,9-6,6 6,6-7,5 6,6-7,0 7,5-8,0 7,0-7,5 8,6-9,5 7,5-8,5 6,3-7,3 6,6-7,3 5,4-6,5 5,8-7,8 6,2-8,1 3,7-4,6 2,3-7,6 3,8-5,7 4,8-5,3 3,4-4,4 6,0-6,7 4,0-4,5 3,6-6,0 5,9-6,7 10,5-11,5 11,5-12,5 12,2-13,3 12,0-13,5 11,0-12,0 11,5-13,0 10,5-11,5 11,5-12,5 11,5-12,5 13,0-14,0 11,0-11,5 11-12,5 Gala Elstar Rubens Jonagold Red Delicious Golden Delicious Florina Idared Braeburn Fuji Imperatore Winesap Fonte: Centro di Sperimentazione Agrario e Forestale Laimburg, Bz. E03_1_Arboricoltura_speciale.indd 105 25/05/18 17:31

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis