1.1.8 Requisiti qualitativi

E 106 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale La durezza della polpa va stabilita con il penetrometro, strumento che misura la resistenza della polpa, espressa in kg/cm o N/cm (1 kg 5 10 Newton ca.), la quale è in continuo calo durante la maturazione per arrivare all epoca ottimale di raccolta con livelli di 7-9 kg/cm . Frutti con valori al di sotto di 6 kg/cm non sono adatti alla lunga conservazione. L indice dell amido esprime il grado di decomposizione dell amido nel frutto e viene espresso con una scala da 1 a 10 (1 5 nessuna decomposizione dell amido, 10 5 assenza di amido). Alcune varietà (Elstar, Red Delicious) sono da raccogliere a un indice molto basso (2 a 3), mentre altre (Jonagold, Fuji) sono da staccare con valori più elevati (7-8). Il frutto, tagliato trasversalmente in due semisfere, va immerso con il lato tagliato nella soluzione di Lugol (3 g di iodio, 10 g di ioduro di potassio sciolti in 1 l di acqua distillata) per qualche istante. L amido reagisce con lo iodio producendo una colorazione blu intensa. Il colore di fondo, ossia il viraggio della buccia dal verde al giallo, può essere stabilito con le tavole colorimetriche o con appositi strumenti. L indice rifrattometrico, espresso in °Brix, misura il contenuto delle sostanze solubili nel succo di mela ed è un indice che permette di valutare il livello di qualità organolettica; frutti con un contento superiore a 12 °Brix garantiscono buone caratteristiche gustative. Ogni varietà si comporta in maniera individuale e l interpretazione dei risultati è basata su esperienze pluriennali. Una combinazione di questi parametri permette di esprimere con un unico indice il grado di maturazione: Streif-Index 5 Valore al penetrometro/(°Brix 3 indice dell amido) La finestra di raccolta per la lunga conservazione è specifica per ogni varietà e zona di produzione (es. la finestra per Golden Delicious si apre con un valore di 0,10 e si chiude con 0,05). La raccolta grava per circa il 45% sul costo globale della produzione e richiede circa 280 ore lavorative per ettaro (Tab. 3.11). A seconda della forma di allevamento e dell uso di mezzi tecnici, il rendimento alla raccolta per persona può variare da 120 a 230 kg per ora. Il trasporto del prodotto nel frutteto va organizzato con l uso di bins, contenitori in legno (capienza 300-340 kg, misura 110 cm 3 110 cm 3 75 cm, peso a vuoto 74 kg) o in plastica (alle stesse dimensioni) con un peso di 32,5 kg. Le mele allo stacco vanno poste direttamente in cesti portatili (8-10 kg) o in cassette poste su slittino (12 kg) con il fondo apribile per essere svuotate nei bins senza danneggiare la frutta. Carri di raccolta semoventi e attrezzati permettono il riempimento dei bins per mezzo di nastri trasportatori. 1.1.8 Requisiti qualitativi. Il concetto di qualità è cambiato negli ultimi anni. Il consumatore ormai non sceglie più solo in base all aspetto esterno (il calibro, il colore, la buccia intatta) o ai componenti interni (croccantezza, succosità, gusto), ma considera anche gli aspetti relativi al metodo di produzione, all impiego dei pesticidi, al valore nutrizionale della mela e al marchio. Le norme di qualità per il commercio sono stabilite dal regolamento n. 85/2004 del 15/01/2004 e si riferiscono solamente all aspetto esterno del frutto. Sono previste 3 categorie di classificazione: Categoria Extra (forma e colorazione tipica per la varietà, frutto privo di difetti, salvo leggerissime alterazioni della buccia, peduncolo intatto, calibro come da Tab. 3.12 e Tab. 3.13); Categoria I (sono ammessi leggeri difetti nella forma e nella colorazione, con il peduncolo leggermente danneggiato o assente, difetti alla buccia che non E03_1_Arboricoltura_speciale.indd 106 25/05/18 17:31 F *

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis