1.2.4 Varietà coltivate

E 116 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale Gli indirizzi più moderni prevedono generalmente l utilizzo di biotecnologie, sia mediante trasformazione genica sia attraverso la selezione assistita con l individuazione di marcatori molecolari. Gli obiettivi specifici che il miglioramento genetico sta perseguendo vanno dal perfezionamento delle caratteristiche dei frutti (colore dell epidermide, consistenza, caratteristiche organolettiche, dimensioni, conservabilità) all ottenimento di nuove tipologie di frutti (ibridi interspecifici), all ampliamento del calendario di raccolta (con l introduzione di cultivar di pregio che integrano o affiancano le cultivar tradizionali), all habitus vegetativo dell albero (oltre al cospicuo lavoro di miglioramento genetico che riguarda i portinnesti, sono allo studio varie tipologie di albero che utilizzano fra l altro il carattere nano ), fino alla resistenza a patogeni agenti delle più temibili malattie (fuoco batterico, psilla, ticchiolatura, marciumi dei frutti, entomosporiosi). L obiettivo più ricercato dai recenti programmi di miglioramento genetico è la resistenza a colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora). La metodologia applicata prevede solitamente l incrocio con varietà e specie resistenti, l inoculazione e la selezione in serra, la successiva valutazione in pieno campo. Le varietà commerciali resistenti ottenute dai primi programmi sono state Harvest Queen e Harrow Delight (Canada, 1981) e Potomac (USA, 1993). Altri importanti programmi sono quelli francese (che non ha ancora introdotto varietà resistenti) e italiano (Istituto Sperimentale per la Frutticoltura di Forli), che nel 2003 ha introdotto le prime due varietà resistenti (Aida e Bohème). 1.2.4 Varietà coltivate. Fra le centinaia di cultivar di pero presenti in Italia, ben poche sono quelle che rivestono un reale interesse colturale. Infatti il panorama varietale italiano degli ultimi anni risulta piuttosto stabile, essendo ancora concentrato su poche vecchie varietà; in particolare circa l 85% della produzione è ottenuto da sole 6 varietà: Abate Fétel, William, Conference, Decana del Comizio, Kaiser e Coscia (Tab. 3.16). Tab. 3.16 Evoluzione delle principali cultivar diffuse in UE e in Italia a cavallo fra vecchio e nuovo millennio. Valori percentuali riferiti alle produzioni medie a confronto UE Cultivar Conference William Blanquilla Abate Fétel Guyot Coscia Decana del Comizio Kaiser Alexander Max Red Bartlett Passa Crassana Altre 2000-02 % 24,0 11,9 10,1 9,9 5,3 4,7 4,5 2,2 1,3 1,3 24,8 Italia 1997-99 % 22,1 12,0 10,7 10,7 6,0 3,5 6,4 3,1 1,5 2,6 21,4 2000-02 % 16,3 20,8 0 27,6 0,6 6,3 6,9 6,2 3,5 2,3 9,5 1997-99 % 16,6 18,8 0 26,1 0,9 5,0 9,0 7,7 3,7 3,5 8,7 Fonte: CSO - Ferrara (rielaborati). E03_1_Arboricoltura_speciale.indd 116 25/05/18 17:31 g s M B c d in m c n B S It m fu d le u m o o b o 1 il B v u il m p r te s d e s b p p d a

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis