1.4.8 Resa, qualità e caratteristiche del prodotto

ta e r- ano a n ), di oo. e g- r ia- a di o n e a e n- ei e p- o e e Pomacee - nespolo comuNe e del giappone E 125 1.4.8 Resa, qualità e caratteristiche del prodotto. La specie è molto generosa e mostra elevatissime allegagioni, ma è difficile quantificare le produzioni a ettaro. Piante isolate, comunque, possono produrre dai 30 ai 70 kg. 1.4.9 Principali avversità. Oltre al colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora), che distrugge l intera pianta, le foglie del nespolo comune vengono danneggiate dall oidio (Podosphaera clandestina) e da minatori (Lithocolletis blancardella), mentre i fiori possono essere interessati da moniliosi (Monilinia fructigena). 1.4.10 Conservazione e trattamenti post-raccolta. Si conservano in fruttaio fino all ammezzimento che avviene in circa 1 mese e dopo il quale andrebbero consumati entro 1-2 settimane. 1.5 Nespolo del Giappone. la più importante delle pomacee minori, con una produzione annua attorno alle 4.000 t, prevalentemente concentrata in Sicilia. Come specie ornamentale è presente anche nel Nord Italia dove, nelle zone costiere, produce abbastanza regolarmente. 1.5.1 Caratteri botanici e biologia della coltura. Eriobotrya japonica Thumb. è specie sempreverde di origine cinese, appartenente alla famiglia delle Rosaceae, sottofamiglia Pomoideae. un piccolo albero con grandi foglie lanceolate, di consistenza coriacea, a margine seghettato e cotonose nella pagina inferiore. I fiori, ermafroditi e spesso autofertili, in numero spesso superiore al centinaio, sono riuniti in pannocchie poste all estremità dei germogli. La fioritura, piuttosto scalare, avviene tra settembre e dicembre, e l intensità del profumo facilita l impollinazione entomofila. I frutti sono dei pomi di peso compreso tra 30 e 50 g, con 1-5 semi piuttosto voluminosi e pesanti; la resa in polpa risulta, quindi, piuttosto scarsa. La polpa di colore giallo-arancio è particolarmente succosa, dolce, con delicati toni aciduli e aromatica. L epicarpo, liscio, piuttosto spesso, talvolta è difficilmente asportabile. 1.5.2 Propagazione. I semi che non presentano dormienza germinano assai facilmente, ma occorre assolutamente evitarne la disidratazione, pena la loro perdita. Nei frutteti razionali, tuttavia, si preferisce ricorrere all innesto, prevalentemente a gemma, su franco o su cotogno BA 29 o MA. 1.5.3 Miglioramento genetico. Soprattutto all estero, il miglioramento genetico realizzato attraverso la selezione e l incrocio, persegue alcuni obiettivi agronomico-commerciali: precocità di maturazione, elevata pezzatura dei frutti, scarso numero di semi e resistenza ad alcune fisiopatie. 1.5.4 Varietà coltivate. Il vivaismo europeo offre numerosissime varietà, tra le quali in Italia si coltivano la Sanfilippara (o Gigante), il Marchetto (o Marturana), il Nespolone di Trabia (o Nostrale) e la Rossa. 1.5.5 Esigenze climatiche e pedologiche. Anche se cresce bene al Nord, è considerata specie subtropicale. Alle nostre latitudini, data l epoca di fioritura, può subire danni da gelate precoci (da 24 a 25 °C). Poiché la precocità di maturazione ha un elevato valore commerciale, è opportuno valutare correttamente gli andamenti termometrici invernali e primaverili della zona prescelta per la coltivazione. In coltura protetta può subire danni per eccessi termici. In generale predilige terreni di medio impasto e drenati, ma innestato su cotogno rifugge quelli molto dotati in calcare attivo. E03_1_Arboricoltura_speciale.indd 125 E 25/05/18 17:31

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis