1.6.2 Propagazione

e ea. ea ei- o a ei e e e ui Pomacee - sorbo domestico E 127 corteccia regolarmente fessurata, particolarmente elegante tanto con le foglie, quanto d inverno. Le foglie, decidue, sono imparipennate, a margine seghettato, tomentose nella pagina inferiore. I fiori ermafroditi, ma praticamente autoincompatibili, sono riuniti in numero di 20-30 in corimbi portati all apice di germogli fertili. La fioritura, piuttosto tardiva (maggio), è alquanto scalare sia nell ambito della stessa infiorescenza sia tra le infiorescenze della stessa pianta. I frutti sono dei piccoli pomi di 2-5 cm di diametro, da 8 a 30 g di peso, di forma variabile dal maliforme al piriforme, e contengono 2-5 semi con tegumento cuoioso. L epicarpo è giallo-rossastro con evidenti lenticelle ben suberificate. Alla raccolta la polpa è astringente quanto quella delle nespole, se non di più, diventando edule solo dopo l ammezzimento. I frutti raccattati da terra, invece, sono già sufficientemente eduli. Con i processi enzimatici responsabili dell ammezzimento la polpa imbrunisce divenendo deliquescente, leggermente fermentata e molto aromatica. 1.6.2 Propagazione. La riproduzione è applicata solo in ambito forestale, anche se il seme ha scarsa, e talvolta dilazionata, germinabilità. Come pianta da frutto il materiale selezionato si innesta a gemma o a marza su franco, cotogno o biancospino. 1.6.3 Miglioramento genetico. Un obiettivo è quello di selezionare e caratterizzare genotipi nell ambito di popolazioni locali per la pezzatura, la produttività e l uniformità di maturazione, ma attualmente nessuno lo persegue. di 1.6.4 Varietà coltivate. Attualmente piante innestate di ben definite cultivar sono praticamente irreperibili, se non con generiche denominazioni di sorbo-mela o sorbopera , oppure indicate con l epoca di maturazione come settembrine o ottobrine . o a 1.6.5 Esigenze climatiche e pedologiche. Molto resistente ai freddi invernali, per l epoca tardiva di fioritura sfugge alle brinate tardive. Adattabile a numerosi tipi di terreno, predilige comunque quelli freschi, profondi e, se innestato su franco, anche calcarei. r 1.6.6 Disegno del frutteto, impianto e potatura di allevamento. In Italia non si riscontrano frutteti razionali; le piante sparse sono allevate a forma libera. Anche queste possono fruire vantaggiosamente di una sorta di consociazione con cultivar impollinatrici. li è 1.6.7 Tecniche colturali. Non si conoscono indicazioni specifiche. La raccolta, anche se generalmente disagevole per l altezza della chioma, si effettua manualmente spesso tagliando l intera infruttescenza con parte del rametto che la porta. Molto diffusa la raccattatura da terra con evidenti svantaggi sulla presentazione e sulla qualità dei frutti. a C. 1.6.8 Resa, qualità e caratteristiche del prodotto. Trattasi di specie particolarmente alternante che, negli anni di carica, per piante sparse adulte, in terreni fertili di pianura, può arrivare a produrre oltre 100 kg di frutti. è n 1.6.9 Principali avversità. Le foglie possono essere colpite dalla ticchiolatura (Venturia inaequalis), dalla maculatura (Septoria sorbi), dalla ruggine delle pomacee (Gymnosporangium spp.) e i giovani germogli dagli afidi (Dysaphis sorbi). Al pari delle altre pomacee maggiori o minori, è soggetto al colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora). ne e E 1.6.10 Conservazione e trattamenti post-raccolta. La conservazione si limita al periodo necessario per il raggiungimento della maturità di consumo, ossia fino all ammezzimento. E03_1_Arboricoltura_speciale.indd 127 25/05/18 17:31

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis