SEZIONE E

E 138 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale po vegetativo del pesco; l accrescimento delle giovani piantine è direttamente proporzionale alla superficie non inerbita. In caso di pendenze superiori all 8-10% e di terreni sciolti, l inerbimento è il mezzo più efficace per evitare il ruscellamento e l erosione. Negli ambienti in cui le piogge estive sono frequenti, l inerbimento parziale e controllato offre molti più vantaggi che inconvenienti (migliore percorribilità del suolo, minore costipazione del terreno, espansione dell apparato radicale negli strati più superficiali, migliore penetrazione dell acqua piovana, arricchimento della sostanza organica del suolo, protezione dal ruscellamento e dall erosione, migliore colorazione dei frutti). Laddove la piovosità estiva è scarsa o assente, l inerbimento controllato comporta una maggiore necessità irrigua, dell ordine del 20-30% con conseguente incremento dei costi. Nei terreni tendenti al compatto è preferibile evitare organi lavoranti rotativi con zappette o che comunque favoriscano il formarsi di una suola di lavorazione compatta. Inoltre, è bene ricordare che la lavorazione deve essere superficiale per non danneggiare l apparato radicale. Il diserbo chimico nel pescheto si applica normalmente su una striscia di terreno larga 150 cm, pari a un terzo della superficie. I due prodotti maggiormente utilizzati in peschicoltura sono il glufosinate-ammonio e il glifosate per il loro modesto impatto ambientale in quanto subiscono una rapida degradazione nel suolo. Il periodo più adatto per il loro impiego è l autunno, a dosi più basse rispetto a quelle necessarie nei trattamenti primaverili. Sono da utilizzare solo su piante la cui corteccia è lignificata per evitare effetti fitotossici. Fertilizzazione. Per una razionale concimazione del pescheto si deve tener conto di diversi fattori, i più importanti dei quali sono la natura del terreno e il contenuto in elementi minerali, il clima, la pianta e la tecnica colturale. Affinché le piante coltivate dispongano del necessario contenuto in elementi nutritivi, occorre ripristinare il loro livello ottimale con concimazioni appropriate al fine di evitare effetti negativi sia sulla quantità di produzione sia sulla qualità dei frutti. Il clima influisce sulla nutrizione con la piovosità e la temperatura. La quantità e la distribuzione delle piogge hanno una importanza preponderante sulla disponibilità degli elementi minerali contenuti nel terreno o apportati con la concimazione. La temperatura influisce soprattutto sull attività della microflora che vive a spese della sostanza organica ed è responsabile della sua degradazione. La nutrizione minerale è influenzata dall età della pianta (fase di accrescimento, fase di piena fruttificazione, fase di invecchiamento) e dal ciclo di fruttificazione (induzione fiorale, fioritura e allegazione, accrescimento e maturazione dei frutti). La tecnica colturale può influire sulla nutrizione delle piante in modo determinante, modificando le condizioni fisico-chimiche del terreno o quelle fisiologiche delle piante stesse. L analisi del terreno, prima e dopo l impianto, è sicuramente utile, ma non sufficiente per conoscere il reale fabbisogno delle piante e va integrata con la diagnostica fogliare che, nel pesco, è in grado di determinare il reale stato nutritivo (Tab. 3.20). Irrigazione. Un ettaro di pescheto consuma, durante il periodo vegetativo, da 2.500 a 4.000 m3 d acqua. Considerando che le piante possono utilizzare una parte dell acqua capillare compresa tra il coefficiente di appassimento e la capacità di campo, e tenuto conto delle perdite di acqua per drenaggio ed evaporazione, la necessità di acqua è di molto superiore. Per una razionale irrigazione devono essere risolti tre problemi. 1. Determinare la quantità di acqua da fornire al pescheto nell annata (volume stagionale di irrigazione), tenendo conto di un bilancio idrico secondo il quale l evapotraspirazione effettiva della coltura (ETE ) deve essere uguale alla somma dell acqua meteorica (P), dell acqua trattenuta dal suolo (S ), dell apporto di eventuali falde idriche superficiali (A ) e delle somministrazioni stagionali artificiali effettuate mediante l irrigazione (I ), secondo la formula: ETE 5 P 1 P 1 A 1 I E03_2-1_Drupacee_pesco.indd 138 25/05/18 17:35 1 2 3 4 2 3 d a v o g r è d T p L fr p te d c u m c a q m r 2

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis