SEZIONE E

E 14 PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE - FRUTTICOLTURA GENERALE antesi avviene nelle prime settimane dopo la fioritura (entro 100 giorni). La moltiplicazione cellulare non consente grossi incrementi dimensionali dei frutti, ma riveste un ruolo strategico nell acquisizione delle caratteristiche di qualità finale degli stessi. A parità di dimensioni, un frutto formato da un minor numero di cellule presenta infatti maggiori spazi intercellulari, minore consistenza, minore sapidità ed è più esposto a fenomeni di ossidazione. La combinazione di moltiplicazione e distensione cellulare definisce la cinetica di crescita di un frutto che può assumere (se espressa in termini di diametro trasversale) due modalità: a sigmoide semplice (es. nel caso della mela e dell arancia) o a doppia sigmoide (pesca, ciliegia); in quest ultimo caso due fasi caratterizzate da un intensa crescita sono separate da un periodo di ridotto incremento dimensionale, durante il quale si completano le strutture del seme e la cui durata diminuisce con la precocità di maturazione della cultivar considerata. Nell ambito di uno stesso frutto la crescita non è uniforme; infatti la successione fra moltiplicazione e distensione cellulare può avvenire in tempi diversi in zone specifiche del frutto, in modo tale che si possono riconoscere, a maturazione, aree caratterizzate da cellule di dimensioni differenti. Fattori influenti lo sviluppo dei frutti. Oltre che da fattori interni, come il corretto sviluppo del/dei seme/i, la crescita dei frutti è regolata, come si è già ricordato, anche dalla presenza di inibizioni correlative nell ambito della pianta. In particolare, il rapporto fra numero di foglie e frutti svolge un ruolo importante nei processi di accrescimento. La quantità di superficie fogliare ottimale per la fruttificazione cambia in funzione della specie; tuttavia, rapporti fra foglie e frutti bassi inducono scarsa qualità dei frutti, mentre rapporti elevati non portano ad alcun vantaggio e sbilanciano l equilibrio vegeto-produttivo. Il rapporto foglie-frutti può essere efficacemente gestito attraverso operazioni colturali che agiscono sulla superficie fogliare (come potature al verde o al secco), sull equilibrio fra attività vegetativa e riproduttiva (es. attraverso inclinazioni o curvature degli assi) oppure sul numero di frutti attraverso il diradamento dei fiori o dei frutticini. In linea generale, gli alberi sviluppano e allegano un numero di frutti superiore alle loro capacità intrinseche di portarli a maturazione, soprattutto con livelli qualitativi adeguati; mentre esiste una correlazione negativa fra carica di frutti su una pianta e qualità finale della produzione. Diradamento dei frutti. Allo scopo di incrementare le dimensioni e le caratteristiche qualitative dei frutti, sono stati messi a punto degli interventi di diradamento per diminuire il carico produttivo delle piante. Tali operazioni possono essere condotte in epoche e con modalità diverse; tuttavia, più precoce è il diradamento, in particolare durante la fase di moltiplicazione cellulare, tanto maggiore sarà l effetto benefico sulla fruttificazione. L adozione annuale del diradamento inoltre consente di ridurre l insorgenza dei fenomeni di alternanza di produzione nelle specie sensibili. possibile effettuare l intervento anche in fioritura, in modo tale da massimizzare i vantaggi derivanti dalla riduzione della competizione per gli assimilati fra attività vegetativa e riproduttiva; quest ultima pratica, però, non viene adottata frequentemente per il timore del verificarsi di condizioni ambientali avverse (es. gelate tardive) in grado di ridurre eccessivamente il numero di fiori/frutti per pianta. L operazione di diradamento può essere condotta secondo diverse modalità: a mano, chimicamente o meccanicamente. Per quanto riguarda l intervento manuale, nelle specie in cui si adotta preferenzialmente (es. pesco) rappresenta forse la voce di maggior peso nei costi di produzione della coltura, ma è la modalità più accurata di svolgimento in termini sia di distribuzio- E01_1 a 3_Arboricoltura.indd 14 14/06/18 19:00 n m in m o m c o tu p p le d q c r d a d 1 o n M m v z s u s la v p d s d p r p in s c d z a e

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis