2.1.9 Resa, qualità e caratteristiche del prodotto

E 140 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale Raccolta. Il più importante indice di maturità delle pesche è il viraggio del colore di fondo da verde chiaro a biancastro, nelle varietà a polpa bianca, e da verde chiaro a giallo, più o meno intenso, nelle varietà a polpa gialla. Molte nuove varietà di pesco e quasi tutte le nettarine sono caratterizzate da una precoce comparsa della colorazione rossa dell epidermide, intensa e diffusa su quasi tutto il frutto, per cui risulta più difficile valutare il reale stadio di maturazione dei frutti. Con queste varietà si deve prestare una particolare attenzione nello stabilire l epoca di raccolta per non incorrere nel grave errore di raccogliere frutti immaturi che risulteranno di qualità scadente e di pezzatura inferiore alle potenzialità della cultivar. Anche la consistenza della polpa, determinata mediante il penetrometro, e il residuo secco rifrattometrico (RSR) sono indici di maturità delle pesche (Tab. 3.21). La raccolta dei frutti di pesco viene generalmente effettuata in 3-5 volte e si completa nel corso di 7-14 giorni, in relazione, soprattutto, alla quantità di produzione, ma anche alla consistenza della polpa. Il distacco del frutto dall albero, in particolare per le varietà da consumo fresco, è effettuato a mano mediante una leggera torsione. Il rendimento alla raccolta, espresso in kg/ora/operaio, varia mediamente da 80 a 110 per le forme a filare con l uso di carri raccolta e aumenta per le raccolte fatte completamente da terra come nel caso del vasetto ritardato. La raccolta palettizzata (cassette tradizionali appoggiate su palette spostate mediante sollevatore idraulico) e quella superpalettizzata (cassoni palettizzati) sono ormai entrate nell uso comune. La raccolta del tutto meccanizzata è parzialmente applicata alle cultivar da industria. Le macchine disponibili e le cultivar attualmente coltivate non consentono ancora di raccogliere convenientemente i frutti destinati al consumo fresco, sia per danni provocati ai frutti sia per la mancanza di maturazione contemporanea che consenta di ridurre al minimo lo scarto di frutti sovramaturi o ancora verdi. Indici di maturazione alla raccolta TAB. 3.21 Durezza puntale da 8 mm Per il confezionamento in magazzino 5-6 kg/cm2 Residuo secco rifrattometrico (°Brix) Per il confezionamento in campo 2-3 kg/cm2 Cultivar precoci 9,5 10,0 Cultivar medioprecoci 10,1 12,0 Cultivar mediotardive .12 2.1.9 Resa, qualità e caratteristiche del prodotto. La potenzialità produttiva di un ettaro di pescheto dipende innanzitutto dall epoca di maturazione della cultivar e aumenta dalle cultivar più precoci fino a quelle che richiedono più tempo, per poi diminuire di nuovo nelle cultivar tardive. A titolo puramente indicativo si propongono i seguenti valori in t/ha: Periodo Produzione Maggio 1,5/2,0 1,7/2,2 Giugno 1,9/2,4 2,2/2,7 Luglio 2,9/3,4 3,1/3,6 Agosto 3,3/3,8 Settembre 3,1/3,7 2,9/3,4 Il peso medio dei frutti (in grammi) segue una curva analoga a quella delle produzioni: Periodo Produzione Maggio 70/90 80/100 Giugno Luglio Agosto Settembre 90/110 110/130 120/140 130/150 140/160 140/160 130/150 Gli aspetti qualitativi delle pesche sono molteplici e si riferiscono all aspetto, al gusto, alla serbevolezza, all assenza di residui chimici. L aspetto riguarda il colore dell epidermide, che è tanto più apprezzato quanto più è esteso il sovracolore rosso brillante. Rappresentano delle eccezioni le cultivar del germoplasma locale, apprezzate come sono indipendentemente dal colore, così come le percoche, tradizionalmente con sovracolore ridotto o assente. La forma del frutto più apprezzata è quella sferica con valve uguali E03_2-1_Drupacee_pesco.indd 140 25/05/18 17:35 tr n n m A r e h s m m s e la fr c m o 2 ti r d q p in P c d s n e in d c a s u ti e e l tr d p te 2 U

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis