2.2.8 Resa, qualità e caratteristiche del prodotto

E 146 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale quando la colorazione del frutto è passata quasi completamente dal verde al giallo o all arancio, cioè all inizio del processo di produzione di etilene. 2.2.8 Resa, qualità e caratteristiche del prodotto. La produzione media per ettaro, variabile a seconda della cultivar, area climatica, annata, ecc., si aggira mediamente sui 15-18 t/ha. La resa alla raccolta è di circa 70 kg/ora. La maggior parte della produzione italiana è destinata al consumo fresco. Vi è tuttavia una crescita della quantità destinata alla trasformazione industriale (succhi, marmellate, frutti sciroppati). Le albicocche essiccate provengono quasi tutte da Paesi in cui la manodopera è a più basso costo (es. la Turchia). 2.2.9 Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture) Per le avversità che interessano la coltura, nei vari stadi di sviluppo ed eventuale fase di conservazione post-raccolta, si rimanda alla Sezione specifica. Un quadro di sintesi è proposto in parallelo sulla versione digitale. 2.2.10 Conservazione e trattamenti post-raccolta. I frutti, subito dopo la raccolta, dovrebbero essere sottoposti a un rapido processo di pre-refrigerazione e mantenuti a basse temperature fino alla vendita al dettaglio. L albicocca non trae vantaggio dalla frigoconservazione, se non per aspetti di strategia commerciale. A temperature di 1-3 °C, con umidità relativa intorno all 85-90%, in confezioni ad atmosfera modificata, si mantiene anche per 20 giorni senza alterazioni di rilievo, salvo riduzione dell acidità e in parte degli zuccheri. F ( M B M 2 M G M G 2.3 Susino. La produzione mondiale di susine è di circa 16 milioni di t e interessa I F una superficie di 4,3 milioni di ha. Il principale produttore è la Cina (36% della produzione mondiale), seguono Romania (2,5%), Serbia (2,3%), Cile (1,8%) e Turchia (1,8%). Nell Unione Europea la produzione di susine è di circa 1,5 milioni di t (Romania 31,2%, Francia 15,4%, Spagna 15,1% e Italia 12,7%). In Italia la superficie coltivata a susino (cino-giapponesi, Prunus triflora R. 3 Prunus salicina L., maggiormente adatte al consumo fresco e le europee, Prunus domestica, idonee all essiccazione e all industria) è di circa 14.200 ha (Emilia-Romagna oltre 5.000 ha, Campania circa 3.000 ha, Lazio circa 1.000 ha, Piemonte circa 800 ha, Basilicata circa 750 ha e Sardegna circa 750 ha, Sicilia circa 500 ha e Abruzzo circa 500 ha, Veneto circa 400 ha, Puglia circa 400 ha, Toscana circa 300 ha). 2 it s p m n d p 2.3.1 Caratteri botanici della coltura. Il susino appartiene all ordine Rosales, famiglia Rosaceae, sottofamiglia Prunoideae, genere Prunus, specie Prunus domestica L. (susino europeo) e specie Prunus salicina Lindl (susino cino-giapponese). Il susino può raggiungere un altezza fino a circa 9 m, con portamento assurgente. Il susino europeo presenta cultivar per lo più parzialmente o totalmente autofertili; fruttifica prevalentemente su dardi fioriferi, in minor misura su rami misti e brindilli. Il susino cino-giapponese è generalmente autoincompatibile; produce prevalentemente su rami misti, dardi e brindilli. 2 r a r in c G tr z 2.3.2 Propagazione. L innesto è il metodo principale per la propagazione delle varietà di susino. La propagazione per innesto è eseguita in genere a gemma vegetante tra la fine del mese di maggio e giugno, oppure a gemma dormiente da fine luglio a metà settembre. 2 q a m E03_2-2/3_Drupacee_albicocco-susino.indd 146 25/05/18 17:37

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis