2.3.3 Miglioramento genetico

o o, ui e ae s. e è a, ti ldi a, à a u). %, o n) o a, a, Drupacee - SUSINO E 147 I portinnesti più diffusi sono: Portinnesto Esigenze pedologiche Resistenza alle avversità Franco Adatto a vari tipi di terreno, (mirabolano) in particolare quelli argillo- Presenta buona affinità con la maggior parte delle cultivar, comprese quelle del tipo europeo. Vigoroso, non affine a tutte le cultivar, induce eterogeneità di sviluppo. Soprattutto nei suoli pesanti può risultare pollonifero Affine alla maggiore parte delle cultivar europee e cino-giapponesi si, limosi, tendenzialmente asfittici Mirabolano B Mirabolano 29 C Marianna GF 8-1 Tollera più degli altri i ristagni idrici e si adatta anche ai terreni poco fertili Buon adattamento a condizioni pedologiche non particolarmente favorevoli, tollera il calcare attivo fino all 8-10% Idoneo nei suoli soggetti a ristagno idrico per tempi lunghi MrS2/5 Idoneo per i terreni fertili GF 677 Idoneo solo per le cultivar cino-giapponesi. Si adatta a tutti i tipi di terreno, anche calcarei, purché ben drenati Si adatta bene ai terreni pesanti, calcarei, purché irrigui Ishtara Ferciana Comportamento agronomico Moderatamente resistente ad Agrobacterium tumefaciens Scarsamente suscettibile alla verticillosi e al marciume radicale Tollerante a Meloidogyne incognita Affine alla maggiore parte delle cultivar. Idoneo alle cultivar vigorose. Induce entrata in produzione precoce. Tra i migliori portinnesti in assoluto Affine alla maggior parte delle cultivar. Imprime vigore medio E Affine alla maggiore parte delle cultivar; pollonifero nei suoli argillosi Vigoroso, induce entrata in produzione precoce e buona pezzatura dei frutti Riduce la vigoria rispetto al mirabolano 2.3.3 Miglioramento genetico. Si tende a nuove cultivar cino-giapponesi di origine italiana, con maturazione precoce e con caratteri agro-pomologici di pregio (consistenza, pezzatura e variabilità cromatica). anche interessante la selezione di linee di prodotto , cioè di genotipi con le medesime caratteristiche estetico-qualitative e che maturano in epoche differenti per consentire un ampio periodo di commercializzazione. Per quanto riguarda il susino europeo, si punta alla costituzione di cultivar in grado di prolungare il calendario di maturazione e migliorare gli standard qualitativi delle prugne, in termini di pezzatura e caratteristiche organolettiche. iL. o o a o mi 2.3.4 Varietà coltivate. Le cultivar di susino cino-giapponese rivestono maggior interesse sia da parte dei produttori sia dei consumatori; le più rappresentative sono tutte autoincompatibili (necessitano quindi di impollinazione incrociata) e sono: a) a maturazione precoce: Carmen Blu, Dofi Sandra, Sorriso di Primavera, Shiro; b) maturazione intermedia: Aphrodite, Anne Gold, Blackamber, Black Diamond, Black Gold, Fortune; c) a maturazione tardiva e molto tardiva: Angeleno, Autumn Giant, Bragialla, Friar, Golden Plumza, Green Sun, T.C. Sun. Le principali varietà di susino europeo, autofertili tranne President, sono: 1) a maturazione precoce e intermedia: Firenze 90; 2) a maturazione tardiva: D ente 707, Emperor, President, Stanley. ea à 2.3.5 Esigenze climatiche e pedologiche. I terreni più idonei a questa coltura sono quelli profondi, ben drenati, franchi. Il susino è una specie assai rustica, adattabile anche a terreni compatti, argillosi, calcarei (i susini cino-giapponesi tollerano il calcare meno di quelli europei), umidi, ma senza prolungati ristagni idrici. Può essere impiantato E03_2-2/3_Drupacee_albicocco-susino.indd 147 25/05/18 17:37

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis