2.3.6 Impianto del frutteto e potatura di allevamento

E 148 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale Tab. 3.23 Principali cultivar e relativi impollinatori Impollinatori Cultivar Cino-giapponesi Angeleno® Anne Gold* Aphrodite* Autumn Giant® Black Diamond® Black Gold® Blackamber Bragialla* Carmen Blu® Dofi-Sandra* Fortune Friar Golden Plumza* Green Sun® Laroda Shiro Sorriso di Primavera T.C. Sun* Black Gold®, Black Diamond®, Sorriso di Primavera, Obilnaja, Friar Sorriso di Primavera, Shiro Santa Rosa, Angeleno®, Friar, Morettini 355, Sangue di Drago, Shiro Simka, Santa Rosa Sorriso di Primavera, Friar, Angeleno®, Black Star®, Laroda Blackamber, Angeleno®, Laroda, Black Diamond®, Ozark, Premier Friar, Santa Rosa, Laroda, Black Star® Angeleno®, Sorriso di Primavera, Anne Gold* Sorriso di Primavera, Shiro Sorriso di Primavera, Shiro, Black Gold®, Angeleno®, Blackamber Friar, Laroda, Santa Rosa Blackamber, Laroda, Santa Rosa, Ozark Premier, Morettini 355 Green Sun®, Yellow Sun, July Sun, Friar, Angeleno® Friar, Obilnaja, Yellow Sun, July Sun Ozark Premier, Friar, Sorriso di Primavera, Black Gold®, Santa Rosa Sorriso di Primavera, Angeleno®, Santa Rosa, Morettini 355 Shiro, Morettini 355, Santa Rosa Tracy Sun®, Green Sun®, Fortune D Ente 707 Emperor Firenze 90* President Stanley Bluefre, President, Stanley President, Stanley President, Sugar, Empress Bluefre, Grossa di Felisio, Stanley, Giant Bluefre, Giant, President Europee anche in terreni poco profondi, perché ha un apparato radicale piuttosto superficiale. Le condizioni ottimali per la coltivazione del susino richiedono una salinità inferiore a 0,2 dS/m e percentuali di sodio scambiabile (ESP) del terreno inferiori al 5%. Il susino è particolarmente sensibile a elevati livelli di umidità durante la fioritura e la maturazione dei frutti. Le piogge intense in prossimità della maturazione possono causare gravi danni. Sensibilità al freddo del susino (in vari stadi fenologici secondo Baggiolini) c d s m le e e lu c d d in d c a m a s c a a e u fi D u c o tu Il a le lo b Gemma Gemma Bottoni Bottoni Inizio Piena Caduta Allega- Scamicia- Ingrossamento frutti d inverno gonfia visibili bianchi fioritura fioritura petali gione tura Soglia critica 220 °C 25 °C 24 °C 23 °C 22,8 °C 22 °C 21,5 °C 21 °C 20,5 °C Il susino europeo si adatta a zone con inverni abbastanza rigidi e ben definiti, presenta un epoca di fioritura più tardiva e una richiesta più elevata in fabbisogno in freddo (700-1700 CU) rispetto al susino cino-giapponese. Sono da evitare gli ambienti caratterizzati da elevata umidità alla raccolta, perché ciò provoca la spaccatura dei frutti, e le zone ventose perché si possono verificare danni da stroncature. 2.3.6 Impianto del frutteto e potatura di allevamento. Le classiche forme di allevamento del susino, relative agli impianti di bassa e media densità (circa 500-700 piante/ha), sono il vasetto e la palmetta. Il vasetto presenta distanze d impianto E03_2-2/3_Drupacee_albicocco-susino.indd 148 25/05/18 17:37 s

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis