2.3.8 Resa, qualità e caratteristiche del prodotto

oo a di i, o za e, ne il 0- a, ti ta. Drupacee - SUSINO E 151 Irrigazione. L intervento irriguo si rende necessario quando c è il rischio di stress idrici prolungati. consigliabile la messa in opera di impianti microirrigui. Considerata la precocità di fioritura del susino cino-giapponese, nel caso in cui la zona sia soggetta a gelate tardive, è importante anche un sistema irriguo per aspersione soprachioma ai fini di difesa antibrina. Diradamento dei frutti. Il diradamento è consigliabile per la maggior parte delle cul- tivar cino-giapponesi poiché queste producono un elevato numero di frutti. Per le cultivar europee il diradamento è meno intenso e in alcune cultivar (Bluefree, President) non è necessario. Il diradamento va eseguito dopo la cascola post-allegagione e prima dell indurimento del nòcciolo. L intensità del diradamento dipende da numerosi fattori (cultivar, portinnesto, andamento stagionale, fertilità del terreno, tecniche colturali, ecc.) e in alcune cultivar può interessare anche il 40-50% dei frutticini. Raccolta. L epoca di raccolta influenza la qualità complessiva e la serbevolezza del prodotto. Per la definizione dell epoca di raccolta, considerando la scalarità della maturazione dei frutti, la forte variabilità tra le cultivar e la diversa reazione ai fattori pedoclimatici, si impiegano alcuni indici quali il residuo rifrattometrico, il colore della buccia, l acidità e la durezza della polpa. E 2.3.8 Resa, qualità e caratteristiche del prodotto. La produzione media, variabile a seconda della cultivar, area climatica, annata, ecc., è mediamente di circa 15-18 t/ha, con punte di 40-50 t/ha in impianti a elevata densità. Le susine cino-giapponesi si distinguono da quelle europee per la maggiore pezzatura, per la forma sferica, globosa, per la buccia assai pruinosa e con colorazioni molto vivaci. Le susine europee hanno forma ovoidale o ellissoidale o a fiasco, più raramente sono globose. Le susine europee sono utilizzate per l essicazione, per la produzione di sciroppo e, in minima parte, per il mercato fresco. Le susine cino-giapponesi sono destinate al mercato fresco, non sono idonee all essiccazione né alla produzione di succhi. 2.3.9 Conservazione e trattamenti post-raccolta. Considerata la notevole deperibilità della maggior parte delle cultivar, è necessario prerefrigerare i frutti fino a 1 4-5 °C quanto più vicino possibile al momento della raccolta. Il tempo intercorrente tra raccolta e inizio prerefrigerazione non dovrebbe superare le 8-10 ore. I sistemi di prerefrigerazione sono quelli ad aria o ad acqua. Nell ambito dei sistemi ad aria, quello ad aria forzata consente il raffreddamento del prodotto in 2-4 ore. Per la conservazione prolungata della cultivar Angeleno è necessario trattare i frutti dopo la raccolta con 1-MCP (1-metilcliclopropene) al fine di ridurre il disfacimento interno e il rammollimento dei frutti in conservazione e durante la shelf life. Per quanto concerne le varietà Stanley e President , la conservazione non dovrebbe superare, per evitare decadimenti della qualità, 20-30 giorni in refrigerazione normale (RN) e 45-60 giorni in Atmosfera Controllata (AC). L Angeleno potrebbe essere conservata per non oltre 30-40 giorni in RN e 40-60 giorni in AC. 2.3.10 Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture) Un quadro di sintesi è proposto in parallelo sulla versione digitale. E03_2-2/3_Drupacee_albicocco-susino.indd 151 25/05/18 17:37

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis