2.5.4 Varietà coltivate

a ie e o mi ee di t. n e b. d e a. o i r o e z- è o ). ni i, aei Drupacee - MANDORLO E 159 alle richieste del mercato, selezionando alcuni importanti caratteri, come la fioritura tardiva, l autofertilità, la bassa produzione di semi doppi e le rese in sgusciato comprese tra il 30 e il 40%. 2.5.4 Varietà coltivate. Le principali cultivar di mandorlo sono: Falsa Barese (fioritura tardiva, autofertile, produzione elevata e costante, epoca di raccolta terza decade di settembre, resa in sgusciato 33-39%); Fascionello (fioritura medio-precoce, autosterile, impollinatore Pizzuta d Avola, epoca di raccolta prima decade di settembre, resa in sgusciato 20-25%); Fellamasa (fioritura media, autofertile, epoca di raccolta prima decade di settembre, resa in sgusciato 35-40%); Ferraduel (fioritura tardiva, autosterile, impollinatore Ferragnes, resistente al freddo, resa in sgusciato circa 30%); Ferragnes (fioritura medio-tardiva, autosterile, impollinatori Falsa Barese, Genco, Tuono e Ferraduel, epoca di raccolta prima/seconda decade di settembre, resa in sgusciato 35-40%); Filippo Ceo (fioritura tardiva, autofertile, raccolta inizio settembre); Fra Giulio Grande (fioritura media, autosterile, impollinatori FerraduelFerragnes, epoca di raccolta prima decade di settembre, produttività media, resa in sgusciato 28-30%); Francolì (fioritura medio-tardiva, autofertile, messa a frutto precoce, produttività elevata e costante, epoca di raccolta prima decade di settembre, resa in sgusciato 30-35%); Genco (fioritura tardiva, autofertile, produzione elevata e costante, epoca di raccolta seconda-terza decade di settembre, resa in sgusciato 30-37%); Glorieta (fioritura tardiva, autosterile, a impollinatori Ferragnes-Francolì, buona produttività, epoca di raccolta prima-seconda decade di settembre, resa in sgusciato 29-32%); Lauranne® Avijor (fioritura tardiva, autofertile, epoca di raccolta prima decade di settembre, produttività media, resa in sgusciato 35-40%); Masbovera (fioritura medio-tardiva, autosterile, impollinatori Ferragne-Francolì-Glorieta, epoca di raccolta seconda decade di settembre, produttività elevata, resa in sgusciato 3035%); Moncayo (fioritura tardiva, autofertile, produttività medio-bassa, epoca di raccolta seconda-terza decade settembre, resa in sgusciato 26-33%); Pepparudda (fioritura media, autofertile, produttività elevata e costante, epoca di raccolta seconda decade di settembre, resa in sgusciato 25-30%); Pizzuta d Avola (fioritura precoce, autosterile, impollinatore Fascionello, produttività medio-scarsa, epoca di raccolta prima decade di settembre, resa in sgusciato 20-25%); Sannicandro (fioritura medioprecoce, autofertile, assai produttiva, epoca di raccolta seconda decade di settembre, resa in sgusciato 20-24%); Supernova (fioritura medio-tardiva, autofertile, media vigoria, precoce messa a frutto, epoca di raccolta prima decade di settembre, produzione elevata e costante, resa in sgusciato 41%); Trianella (fioritura medio-tardiva, autosterile, impollinatori Cristomorto-Mission, produttività media, epoca di raccolta terza decade di settembre, resa in sgusciato 28-34%); Tuono (fioritura medio-tardiva, autofertile, produzione elevata, epoca di raccolta tra fine agosto e i primi di settembre, resa in sgusciato 35-40%). E 2.5.5 Esigenze climatiche e pedologiche. Considerata la precocità della fioritura e la sensibilità dei fiori alle basse temperature, le migliori zone per la coltivazione del mandorlo sono quelle temperate. Nel periodo invernale resiste a temperature anche di 215/20 °C. Il mandorlo si adatta a varie tipologie di terreno, preferendo quelli leggeri, di medio impasto, argilloso-calcarei, profondi, permeabili e non troppo umidi. Non teme l aridità. Non tollera i terreni fortemente argillosi. E03_2-4/6_Drupacee_cilieg_mandor_giugg.indd 159 25/05/18 18:02

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis