3. Agrumi

E 162 E.3 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale 3. Agrumi 3 Le più antiche specie di agrumi si sono formate in quella vasta area compresa tra la Cina meridionale, l Indocina, la penisola di Malacca e, forse, la parte orientale della penisola indiana. Tra le specie incluse nella classificazione di Swingle, solo il pompelmo si è originato in Occidente (isole Barbados), ma certamente attraverso derivazione e stabilizzazione di materiale genetico importato dall Oriente. Gli agrumi dei quali si ha la più lontana memoria sono il kumquat, il pompelmo e l yuzu (Citrus junos), ben noti in Cina al tempo dell imperatore Ta Yu (intorno al 2205-2197 a.C.). Sempre in Cina, verso la fine della dinastia Chou (1027-256 a.C.), è citato per la prima volta il Poncirus trifoliata. L arancio amaro, i mandarini e forse l arancio comune compaiono nella letteratura cinese durante la dinastia degli Han (202 a.C.220 d.C.). Il cedro fu il primo agrume a giungere nel Mediterraneo, dove gli israeliti presero a usarlo a scopo rituale nella festa dei Tabernacoli, ma che probabilmente impararono a conoscere durante la prigionia in Babilonia iniziata nel 597 a.C. e conclusa nel 539 a.C. I Greci e i Romani conobbero il cedro, il limone e alcune lime. Richiami a questi agrumi si hanno in letteratura, oltre che in affreschi, mosaici e sculture (Pompei, Roma, Cartagine, Piazza Armerina, Atene, Spagna, ecc.). L arancio amaro quasi sicuramente fu introdotto nel Mediterraneo dagli Arabi e l arancio comune dai Genovesi (secondo alcuni dai Portoghesi). Più avanti nel tempo (inizi dell Ottocento) giunsero i mandarini. 3 A C r s g a O c p c d 3.1 Importanza e diffusione. Gli agrumi sono cresciuti molto in quantità negli ultimi decenni (Tab. 3.26). Tra i Paesi arancicoli, quello che si pone come leader della produzione e indiscusso dominatore del mercato mondiale del succo è il Brasile (circa 19 Mt nel biennio 2000-02, pari a poco meno del 30% della produzione totale), mentre per i limoni gli Stati Uniti (California) e il Mediterraneo (Italia, Spagna, Turchia e Grecia) rappresentano i due poli mondiali. In Messico si coltivano lime e non limoni. Nel settore dei mandarini e mandarino-simili la Spagna, con circa il 27% della produzione, e il Giappone, con il 19%, sovrastano gli altri Paesi; quest ultimo produce quasi esclusivamente satsuma. In Italia si ha un 14,8% di clementine e un 5,5% di mandarini mediterranei, ma con tendenza di questi ultimi a ridursi di quantità. Gli Stati Uniti sono i principali produttori di pompelmi al mondo, seguiti a distanza da Israele che, tuttavia, ha arrestato il suo trend produttivo negli ultimi anni. In Cina si coltivano esclusivamente pomeli. All interno del nostro Paese, come è naturale, le regioni con produzioni più abbondanti sono quelle meridionali e tra queste spicca la Sicilia, con circa il 53% di arance, l 88% di limoni, il 57% di mandarini, ma con appena il 12% circa di clementine. Quest ultimo agrume è molto più abbondante in Calabria (quasi il 65% del totale nazionale), dove le condizioni ambientali e la monocoltura consentono di ottenere un frutto apireno e di buona qualità. TAB. 3.26 Dati storici sull evoluzione della produzione di agrumi nei diversi continenti e nel mondo (Fonte: FAO) Area geografica Media 1961-65 .000 t % Media 1990-92 .000 t % Europa Nord e Centro America Sud America Asia Africa Oceania Totale 4.115 8.804 4.083 5.554 2.537 256 25.349 10.115 14.636 23.979 22.230 8968 621 80.549 E03_3_Agrumi.indd 162 16,23 34,73 16,10 21,91 10,00 1,00 12,56 18,17 29,77 27,60 11,13 0,77 Media 2000-02 .000 t % 10.385 22.533 26.190 31.521 11.066 686 102.381 10,14 22,01 25,58 30,79 10,81 0,67 25/05/18 17:41

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis