3.2 Biologia

ea. cail a 6 e .o a I si e, el ). mi oel ni o e %, si di mi o e, a a n a Agrumi E 163 3.2 Biologia 3.2.1 Tassonomia. Gli agrumi appartengono alla famiglia delle Rutaceae, sottofamiglia Aurantioideae. Gli agrumi veri (Fortunella, Eremocitrus, Poncirus, Clymenia, Microcitrus, Citrus), i quali si caratterizzano per il fatto che anche nel frutto maturo il succo rimane racchiuso nelle vescicolette degli spicchi, sono collocati all interno della tribù Citreae, sottotribù Citrineae. La classificazione di Swingle (Tab. 3.27) è la più seguita. In essa il genere Citrus è diviso in due sottogeneri: Eucitrus e Papeda. Al primo afferiscono gli agrumi più noti, mentre all interno del secondo si collocano specie diffuse in Estremo Oriente, poco utilizzate, o inutilizzate del tutto, per la commestibilità del frutto. Esse si caratterizzano per il fatto che presentano una foglia con ali tanto ampie quanto la stessa pagina fogliare e perché possiedono oli essenziali particolari. Tra gli agrumi è facile la fecondazione intergenerica e interspecifica, la quale nel tempo ha condotto alla formazione di vari ibridi. A questi si attribuisce una terminologia volgare (Tab. 3.28). Classificazione del genere Citrus (secondo Swingle) TAB. 3.27 Sottogenere I: Eucitrus (frutti eduli) Genere Citrus Papedocitrus Sottogenere II: Papeda (frutti non eduli) TAB. 3.28 Eupapeda C. medica C. limon C. aurantifolia C. aurantium C. sinensis C. reticulata C. grandis C. paradisi C. indica C. tachibana C. ichangensis C. latipes C. micrantha C. celebica C. macroptera C. hystrix E (cedro) (limone) (lime e limette) (arancio amaro) (arancio) (mandarino) (pomelo) (pompelmo) I più comuni ibridi degli agrumi Citrus limon Lemonange Lemonime Lemondarin (C. limon 3 C. sinensis): Meyer, ecc. (C. limon 3 C. aurantifolia): Perrine, ecc. (C. limon 3 C. reticulata) Limequat (C. aurantifolia 3 Fortunella): Eustis, Lakeland, ecc. Tangor Tangelo (C. reticulata 3 C. sinensis o C. aurantium): Clementine, Temple, Ortanique, Tankan, ecc. (C. reticulata 3 C. grandis o C. paradisi): Orlando, Minneola, Mapo, ecc. Orangelo Orangequat (C. sinensis 3 C. paradisi o C. grandis): Pompelmi Imperial, Triumph, Royal, Chironia, Natsudaidai (C. sinensis 3 Fortunella) Citremon Citrumelo Citrandarin Citradia Citrange Citrangor Citrangequat (Poncirus 3 C. limon) (Poncirus 3 C. grandis o C. paradisi): Sacaton, Swingle (Poncirus 3 C. reticulata) (Poncirus 3 C. aurantium) (Poncirus 3 C. sinensis): Troyer, Carrizo, ecc. (Poncirus 3 tangor) (Poncirus 3 C. sinensis 3 Fortunella): Thomasville Citrus aurantifolia Citrus reticulata Citrus sinensis E03_3_Agrumi.indd 163 Poncirus 25/05/18 17:41

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis