3.8 Tecnica colturale

E 176 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale In questi ultimi anni, in varie parti del mondo, si è andata affermando la potatura meccanica. Le macchine, come si sa, eseguono i tagli sagomando la chioma ai lati (hedging) e in alto (topping). Non è utile, però, effettuare entrambi i tagli nella stessa annata, ma è più razionale intervenire annualmente per settori (es. alternando un anno l hedging e l altro il topping, o sagomando un anno un lato e il seguente l altro). I tagli laterali possono essere verticali o più o meno inclinati. I tagli all apice possono essere eseguiti secondo un piano orizzontale o si possono inclinare di 15-30°, in modo da ottenere una sagoma a falde spioventi. Da un punto di vista tecnico non si può dire che la macchina sia un adeguato sostituto del lavoro umano; la potatura meccanica, però, può essere utile negli impianti adulti, là dove il lavoro umano è scarso o molto oneroso. Il costo dell operazione meccanica rispetto a quella manuale si abbassa di circa 1/3, il tempo di poco più del 90%. Nelle piante potate meccanicamente, per lo stesso fatto che all interno della chioma permane una vegetazione molto addensata e invecchiata, la produzione si colloca quasi per intero nella parte esterna. Quasi sempre, alla potatura meccanica segue almeno un anno di decremento produttivo più o meno accentuato a seconda dell incisività dell intervento (fino al 50%). Risparmi temporali nelle operazioni di potatura, dell ordine del 40% circa, si ottengono con la potatura agevolata, la quale fa uso di attrezzature da taglio pneumatiche che alleviano la fatica del lavoratore. Un contemporaneo impiego della potatura meccanica (per i raccorciamenti) e di quella agevolata (per i diradamenti) armonizza le necessità dell economia e dell agronomia. Con questa ipotesi di lavoro si può risparmiare fino a circa il 60-70% di tempo. Riguardo al periodo, per quanto possibile la potatura deve essere eseguita dopo la raccolta e prima della fioritura, tranne che nelle cultivar a maturazione tardiva su cui si interviene in estate. 3.8 Tecnica colturale 3.8.1 Gestione del suolo. La cura colturale del terreno nell agrumeto ha un obiettivo essenziale, che consiste nel controllo delle erbe infestanti in alcuni momenti dell anno. Si deve abbandonare, perciò, il concetto che vuole che il terreno debba essere tenuto costantemente sgombro da erbe. Queste, infatti, non sono tutte e sempre nocive. Al contrario, alcune, in certi momenti dell anno, possono essere utili. Più specificamente, varie erbe stagionali (Oxalis, ecc.), che coprono il suolo durante il periodo autunno-invernale, non arrecano alcuna molestia, anzi svolgono azioni positive: infatti, costituendo una coltre continua, riducono la costipazione del suolo umido causata dai movimenti dell uomo e delle macchine; rallentano l erosione nei terreni in declivio e permettono una migliore infiltrazione dell acqua; col loro ritorno al terreno (fine inverno-inizio primavera) arricchiscono quest ultimo di sostanza organica. Le erbe che vanno sottoposte a controllo sono quelle pluriennali e quelle stagionali estive. Queste erbe devono essere distrutte prima che producano semi, come si è detto, o attraverso lavorazioni superficiali o mediante l impiego dei diserbanti. Nel primo caso, un paio di interventi a fine primavera-estate, sommati a un altro effettuato a fine inverno (febbraio-marzo), utile anche a interrare i concimi, e a uno eventualmente da eseguire nel primo autunno, risultano solitamente sufficienti. 3.8.2 Diserbo chimico. Nel caso si utilizzi il diserbo chimico è molto importante la scelta del prodotto. In passato le formulazioni più frequentemente impiegate erano quelle che agivano in pre-emergenza. Essendo esse selettive, per ottenere risultati positivi si dovevano conoscere bene le erbe infestanti e scegliere prodotti o miscele efficaci. Oggi si predilige l impiego di disseccanti e di composti che agiscono per traslocazio- E03_3_Agrumi.indd 176 25/05/18 17:41 n d d 3 n im ta c n 3 E s r te c p c s n p a d d d n e c n s n a l z r s s r c L d p r s u i d

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis